Sarà di nuovo alla ribalta nazionale Recanati grazie alla proiezione della videopoesia, commissionata dall’amministrazione comunale, "L’Infinito", la cui animazione è firmata da Simone Massi, artista originario di Pergola, con la voce recitante di Neri Marcorè (foto), la colonna sonora di Stefano Sasso, le riprese di Julia Gromskaya e la...

Sarà di nuovo alla ribalta nazionale Recanati grazie alla proiezione della videopoesia, commissionata dall’amministrazione comunale, "L’Infinito", la cui animazione è firmata da Simone Massi, artista originario di Pergola, con la voce recitante di Neri Marcorè (foto), la colonna sonora di Stefano Sasso, le riprese di Julia Gromskaya e la post-produzione di Lola Capote. L’evento sarà presentato in anteprima stasera alle 21 al cortile di palazzo Venieri. L’opera, un minuto e mezzo in cui si intrecciano storie e presenze, persone e animali, vissuti e istinti, sarà l’unica presenza italiana al 18esimo festival internazionale di animazione di Hiroshima, dal 20 al 24 agosto in Giappone, tra i più importanti al mondo. "Poesia, immaginazione, fantasia: questi i fili senza tempo che Simone Massi ha saputo legare – ha detto l’assessore alle culture, Rita Soccio –. Un bellissimo modo per diffondere il messaggio di Leopardi come strumento etico di forza e passione per unire popoli e nazioni soprattutto in questo difficile momento". Per i suoi lavori, Massi non si serve dell’uso del computer ma fa tutto a mano su carta, con matite, carboncini, gessetti, pastelli, grafite e china. Ha poi messo a punto una tecnica fatta di pastelli a olio stesi su carta e poi graffiati con puntesecche e altri strumenti incisori. "Nel momento in cui mi è stato commissionato il lavoro sono stato contentissimo – commenta Massi –. Subito dopo sono cominciati i problemi, per la statura dell’autore e per la consapevolezza che la poesia non ha bisogno di immagini. Così ho cercato di staccarmi dal testo e raccontare una piccola storia dentro la storia, lasciando fluire i turbamenti e le visioni che il testo evoca ancora oggi, a distanza di duecento anni".