PAOLA PAGNANELLI
Cronaca

La cooperativa ’Di Bolina’ Orto, sport, teatro e riabilitazione per non sentirsi più svantaggiati

Centro diurno di Santa Maria in Selva: 12 operatori seguono 25 ragazzi con varie patologie. Il presidente Cioci: "Abbiamo realizzato anche quattro film, due dei quali sono stati premiati". .

La cooperativa ’Di Bolina’  Orto, sport, teatro e riabilitazione  per non sentirsi più svantaggiati

La cooperativa ’Di Bolina’ Orto, sport, teatro e riabilitazione per non sentirsi più svantaggiati

di Paola Pagnanelli

C’è chi fa il pane, chi lavora all’orto, chi consegna la verdura ai clienti a casa. Il centro diurno della cooperativa ’Di Bolina’, a Santa Maria in Selva di Treia, accoglie 25 ragazzi da tutta la provincia con varie patologie. "Ci sono autistici, persone con deficit gravi o medi, patologie psichiatriche. Arrivano da Macerata, Porto Recanati, Pollenza, Corridonia e Treia, chi ha la patente anche con mezzi propri" spiega il presidente della coop Matteo Cioci, che lavora con 12 operatori per offrire attività didattiche ma anche lavorative agli ospiti, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17.30. "La struttura ha diverse anime. C’è una parte lavorativa, con l’orto, dove i ragazzi lavorano per la coltivazione degli ortaggi e la distribuzione a 35 famiglie, oppure con la produzione di confetture e con il forno. Poi c’è la parte educativa e riabilitativa, fatta di laboratori musicali con diversi obiettivi, il concerto di Natale e quello più rock in estate, e poi la cena sociale, dove i ragazzi portano a tavola per 150-180 persone, e ancora il laboratorio teatrale, con spettacoli dialettali in cui recitano operatori e ospiti. Ognuno può scegliere a quali attività partecipare, ci si può occupare della semina o consegnare la spesa, cosa quest’ultima che offre opportunità anche di socializzazione. Da tre anni abbiamo anche la collaborazione con InclusivOpera, con l’Università di Macerata e lo Sferisterio. E poi abbiamo realizzato anche quattro film, due sono stati premiati nei festival nazionali. Da tempo c’è una collaborazione con l’istituto comprensivo Fermi, che organizza qui la sua festa di fine anno". Ci sono poi le attività sportive, la piscina due volte a settimana, la squadra di calcetto "che partecipa al campionato con i Comuni di Treia e Macerata, o con le altre associazioni come la Pars, Amadown, Beata Corte". ’Di Bolina’ si preoccupa di aprire la struttura il più possibile "con amicizie e collaborazioni, come con FestInsieme, l’ultima domenica di maggio da 16 anni. L’idea è che bisogna partire da piccoli per creare una cultura della condivisione".

Il progetto in cantiere è per il "dopo di noi", una sistemazione sicura per i disabili quando le famiglie non ci saranno più. "Il progetto, da due milioni di euro, prevede 15 posti letto di fianco alla struttura del centro diurno, gestiti da ’Di Bolina’ direttamente, al contrario del centro diurno che abbiamo in appalto per sei anni, in convenzione con la Regione. Questa nuova struttura sarà una specie di villaggio, gestito interamente da noi. La domanda c’è, ma non vogliamo esagerare con i numeri perché vogliamo poter garantire un servizio di qualità, non una caserma. Qui gli ospiti potranno stare soli o con un operatore. Vorremmo aggiungere anche una struttura sportiva, per dare anche uno sviluppo verso l’esterno nell’ottica di una sempre maggiore condivisione". Il progetto dovrebbe diventare realtà tra il 2024 e il 2025.

Intanto, tutto il servizio sta cambiando, "perché prima l’esigenza principale era un posto letto, oggi si cerca uno spazio di vita per il familiare disabile, con soluzioni concrete. Si cerca anche la qualità della vita". Gli ospiti intanto si muovono tra i locali per le attività e gli spazi all’aperto. C’è chi è molto fiero dei concerti, chi si diverte facendo i taralli al rosmarino. "Siamo stati molto orgogliosi del cd realizzato con Serena Abrami e Marino Severini della Gang. Ma anche il concerto finale e i film sono grandissime soddisfazioni. E poi ci sono le vacanze con i nostri ospiti, un momento molto importante soprattutto perché qualcuno non aveva mai viaggiato prima, e con noi riesce a partecipare a gite e crociere. È un momento davvero significativo".