LORENZO MONACHESI
Cronaca

La doppia vita di Mirko. Operaio di giorno e cabarettista di sera: "Un comico di peso"

Eleonori scherza sulla sua stazza con lo show "A qualcuno piace curvy". Dalla scuola di Macchini al Laboratorio di Zelig: "Il palco mi piace".

La doppia vita di Mirko. Operaio di giorno e cabarettista di sera: "Un comico di peso"

La doppia vita di Mirko. Operaio di giorno e cabarettista di sera: "Un comico di peso"

"Sì, mi sento un comico di peso perché mi piace “magnà’’ e non faccio diete". Il sangiustese Mirko Eleonori, operaio in un’azienda di pelletteria, si trasforma la sera e fa ridere proponendo il suo ultimo spettacolo "A qualcuno piace curvy" o alcuni monologhi. "Sono abituato al palcoscenico – dice il 46enne –, grazie a un corso di teatro frequentato alle Medie. Ricordo che poi a Monte San Giusto è stata allestita una compagnia teatrale e io mi sono buttato a capofitto: nel tempo è cresciuta così tanto che una parte è formata da giovani per i quali scrivo i testi e recito. Finora ho scritto sei commedie".

Poi ha fatto un altro passo, e cioè il monologo.

"Tra il 2021 e il 2022 ho frequentato il laboratorio comico di Piero Massimo Macchini e ad aprile 2023 ho debutto con "A qualcuno piace curvy" al teatro di Porto Sant’Elpidio a Mare. Quella sera mi sono buttato senza paura, del resto se non fosse andata bene non ne avrei fatto una tragedia".

E invece è andata bene?

"Sì, e ho fatto parecchie repliche contrariamente alle mie aspettative".

Perché non si aspettava che venisse chiamato per fare spettacolo?

"Io non sono nessuno. Chissà, magari sono stato chiamato perché sul piano comico non c’è una scelta così ricca come quella musicale".

A proposito, quanto pesa?

"È un dato top secret".

E non ha mai fatto sport?

"Non scherziamo. Una volta mio fratello mi ha iscritto a kung fu, ma mi hanno cacciato perché facevo “confusciò’’".

Qualcuno l’ha spinta verso lo spettacolo?

"È un qualcosa che sento dentro di me, mi è sempre piaciuto fare teatro, scrivere commedie e ho visto che il pubblico si diverte".

Cosa le ha dato vincere a fine luglio la prima edizione del festival nazionale Camerino Cabaret?

"La consapevolezza che funziona ciò che proponi, in quel momento pensi allora di continuare. Non so dove ciò mi porterà, magari rimarrò nella zona, però quel premio significa che per un gruppo di persone sono stato il più bravo".

Intanto l’ha portata in varie zone della regione e chissà che non ci siano altri palcoscenici.

"Sto scrivendo nuovi pezzi e agli Open Mic (operazione microfono aperto) ne valuto la reazione del pubblico. Il 24 febbraio sarò a Pedaso per il Laboratorio di Zelig dove sarà presente anche Giancarlo Bozzo, lo storico autore della trasmissione. Ho inviato la mia scheda e mi hanno preso, vediamo se quella sera riuscirò ad essere ammesso alla finale".

È proprio vero che ai marchigiani non piace tanto ridere?

"Il marchigiano non vuole ridere altrimenti è felice e quando è contento spende i soldi: è una battuta di Macchini, però assicuro che ai marchigiani piace ridere".

Nel frattempo continua a scrivere commedie per la compagnia teatrale?

"Porto avanti anche quell’attività. Un paio di mesi fa a Monte San Giusto abbiamo messo in scena "Lo matto non se cura" e i positivi riscontri mi hanno emozionato".

Perché cosa le hanno detto?

"La gente mi ha fermato per il paese a farmi i complimenti dicendomi di essersi divertita tanto. Una donna addirittura mi ha confessato di avere riso così tanto da dovere andare al bagno".