LORENZO FAVA
Cronaca

La sanità del futuro. Videocamera e monitor, pazienti curati a casa con la telemedicina

Debutta nel reparto di nefrologia e dialisi il nuovo sistema per le visite, che permette di evitare gli spostamenti dei malati in ospedale. Il primario Sopranzi: "Il nostro lavoro potrà essere più efficiente". .

La sanità del futuro. Videocamera e monitor, pazienti curati a casa con la telemedicina

La sanità del futuro. Videocamera e monitor, pazienti curati a casa con la telemedicina

"È un giorno importante, perché migliora il rapporto tra l’ospedale e il territorio. Questi strumenti di telemedicina sono avanzati, avvicinano il paziente al medico. Permettono un consulto da casa, senza spostamenti". Il primario di nefrologia e dialisi, Franco Sopranzi, descrive così la novità dei totem che, dotati di una sofisticata telecamera e un monitor ad alta definizione, permetteranno ai medici di seguire i pazienti da casa, sgravando l’ospedale da lunghe liste d’attesa e permettendo di non recarsi al pronto soccorso. Al reparto di Macerata al momento queste apparecchiature mobili sono otto: sei a casa dei pazienti, una di scorta in ospedale e una nel centro assistenza dell’ospedale di Camerino. Una volta che il paziente ha risolto il problema, il totem viene spostato, pronto a un nuovo uso. "È un giorno importante per tutta l’Ast, facciamo toccare con mano la telemedicina – spiega Marco Ricci, direttore generale dell’Ast di Macerata –. È l’inizio di un percorso che porterà la sanità a crescere nei prossimi vent’anni. In futuro certi tipi di problematiche saranno trattate così. È importante costruire percorsi personalizzati gestiti attraverso cure domiciliari e prenotazione di esami affinché il paziente eviti il pronto soccorso".

La telemedicina permette cure a distanza, includendo prestazioni sanitarie rivolte a prevenire, diagnosticare, curare e riabilitare. Il reparto di nefrologia e dialisi si dota così di uno strumento all’avanguardia che permette al medico, attraverso una chiamata in tempo reale, di interagire a distanza col paziente per assistenza, monitoraggio e consulto. "Come direttore socio-sanitario sono emozionato per l’applicazione della telemedicina. È il futuro, una pietra miliare del collegamento tra ospedale e territorio – dice Giancarlo Cardoni –, la tecnologia ci aiuterà a realizzare la medicina di prossimità, un aiuto sia per i pazienti che per gli stessi ospedali. Un progetto pilota, questo, fondamentale". "Quello di oggi è un capitolo di concreto sviluppo della riforma sanitaria territoriale – sottolinea la direttrice sanitaria Daniela Corsi –, abbiamo fortemente voluto queste tecnologie, che permetteranno un agevole consulto a domicilio". Il primario di nefrologia Franco Sopranzi ha poi illustrato la tecnologia punto per punto, facendo uno storico di come la telemedicina si inserisca nella prassi medica. "Con il sistema Evisus, che permette l’osservazione a distanza, soprattutto nel nostro reparto, che deve gestire la cronicità lungo l’arco di una vita, il medico vedrà ridotti i suoi spostamenti. Davanti ad una consolle, potrà essere ancora più efficiente". I totem, grandi come una valigetta, permettono di vedere contemporaneamente diversi pazienti: un modello di cura domiciliare che garantirà una risposta sempre più efficace.