Domenico Guzzini, presidente di Confindustria Macerata (foto Calavita)
Domenico Guzzini, presidente di Confindustria Macerata (foto Calavita)

Macerata, 14 luglio 2020 - "Liberate l’A-14. Con un provvedimento di dissequestro, magari temporaneo, di cui pure si parla, oppure in qualsiasi altro modo, per fare sì che la circolazione del traffico possa essere, se non normale, almeno più scorrevole. Ma non si può andare avanti così". Domenico Guzzini, presidente di Confindustria Macerata, va dritto al punto, sottolineando come nel tratto autostradale che ricade nelle province meridionali delle Marche si assista da tempo a code chilometriche, con addetti della Protezione civile che portano bottigliette d’acqua agli automobilisti, senza che nessuno batta un colpo o faccia niente. "Il danno per l’economia provinciale e regionale è enorme: innanzitutto per le imprese in generale, che vedono rallentata la consegna delle merci con ricadute anche sui costi di gestione. E poi, in un periodo come questo, gli effetti sul turismo, un settore strategico, già fortemente provato dalle conseguenze dell’epidemia, rischiano di essere devastanti".

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"C’è da evidenziare, poi, che in realtà non ci sono lavori in corso: nessuno è al lavoro – ha aggiunto –. Nelle parti poste sotto sequestro è cresciuta l’erba, a dimostrazione che è passato tanto tempo senza che sia stato fatto nulla di concreto". Secondo Guzzini, piove sul bagnato, visto che le Marche sono terribilmente indietro sul fronte della rete delle infrastrutture, che hanno bisogno di essere ammodernate e rese più funzionali alla realtà che cambia: non solo strade, autostrade, ferrovie, porti e aereoporti, ma anche la rete digitale. "Incredibile che nell’ultimo tratto della statale Valdichienti, finalmente completata, non ci sia alcuna possibilità di comunicazione, un tratto di strada al buio". Per andare a Roma col treno da Ancona, per dirne un’altra, "servono tre ore e mezza, come trentacinque anni fa".

E allora non si può più tacere, se si considera che queste problematiche sono state aggravate dal terremoto prima, e dalla pandemia da Coronavirus poi. "Il fatto è che ognuno dovrebbe prendersi le proprie responsabilità – ha detto ancora Guzzini –. E invece pare che nessuno voglia farlo. È ora che qualcuno batta un colpo: il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, ma anche i parlamentari e gli amministratori marchigiani di tutti gli schieramenti". Ricordando come l’associazione confindustriale sia equidistante dagli schieramenti politici, il presidente Domenico Guzzini ha chiamato tutti alla responsabilità, chiedendo degli impegni davvero concreti, che certo non possono essere le troppe promesse fatte nella campagna elettorale. Sono impegni sui quali le Marche devono essere capaci di fare squadra: non solo Confindustria, ma anche la Cna, Cgia, sindacati, e tutti gli altri attori in campo. "Dobbiamo farci sentire", ha concluso il presidente. E speriamo che questa presa di posizione non cada e nel vuoto.
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