di Lucia Gentili Non solo sport. O meglio, sport come storia delle nostre vite e delle vite degli altri. Sarà questo il cuore della serata di sabato, alle 21.30, all’arena "La Cava" di Ripe San Ginesio. Ospite d’eccezione il giornalista e telecronista sportivo Federico Buffa, in un’intervista insolita condotta da Nazareno Rocchetti, artista, già fisioterapista della nazionale di atletica leggera, che ha seguito atleti del calibro di Pietro Mennea, Valentina Vezzali, altri. Buffa, qualche...

di Lucia Gentili

Non solo sport. O meglio, sport come storia delle nostre vite e delle vite degli altri. Sarà questo il cuore della serata di sabato, alle 21.30, all’arena "La Cava" di Ripe San Ginesio. Ospite d’eccezione il giornalista e telecronista sportivo Federico Buffa, in un’intervista insolita condotta da Nazareno Rocchetti, artista, già fisioterapista della nazionale di atletica leggera, che ha seguito atleti del calibro di Pietro Mennea, Valentina Vezzali, altri.

Buffa, qualche anticipazione? "Sono rimasto molto attratto dal progetto Borgofuturo, che mi ha fatto conoscere Michele Spagnuolo (organizzatore di Overtime festival, a Macerata). Mi fido di lui e la considero un’eccellente opportunità. L’andamento della serata dipenderà dalle domande rivolte dal moderatore e poi, volendo, potrebbe interagire anche il pubblico".

Com’è nata la passione per il suo lavoro?

"Qual è il mio lavoro? Sento di avere un grande privilegio perché il mio è un lavoro identitario, ovvero rappresenta la persona che sono. Mi piace raccontare storie perse nel tempo e il tema non è solo lo sport; lo sport è un grande veicolo, per parlare di vita. Credo sia una delle forme espressive del genere umano meglio riuscite. Ho iniziato come baskettaro, poi la vita professionale mi ha portato dove ha voluto. Sono le opportunità che determinano i luoghi. E Sky, la mia azienda, ha puntato sulla vena narrativa. Non ci pensavo, ma continuo a farlo volentieri".

È la sua prima volta a Ripe San Ginesio?

"A Ripe San Ginesio sì, ma nelle Marche torno spesso, mi piacciono molto. Passando vedo ancora i segni del sisma e ne soffro molto. È fondamentale in questi territori tenere alto il livello di elettricità, ovvero di energia umana dei luoghi e io, nel mio piccolo, e secondo le mie possibilità, vorrei contribuire. Ad esempio, a dicembre sarò a Servigliano (Fermo) per uno spettacolo a teatro. Per me è un piacere venire in questa regione, e la mia speranza è appunto di dare un piccolo contributo".

Da quando gira l’Italia con i suoi spettacoli?

"Dal 2015. Ora il settore teatrale, a causa dell’emergenza Covid, è fermo. Ma piano piano in cantiere ci sono altri appuntamenti. Mi piace raccontare storie che abbiano valore divulgativo. Ecco perché il pubblico a cui mi rivolgo è anche giovane. Un tredicenne di oggi non è un tredicenne della mia generazione, e ho smesso di badare alla età. Sono storie senza tempo".

Ingresso a partire dalle 20.30. Per informazioni e prenotazioni: 0733.500102, pagina Facebook del festival "Qui Borgofuturo".