Mentre proseguono gli accertamenti nella villetta di Montecassiano, a caccia di elementi che confermino la tesi dell’omicidio o della rapina, domani compariranno davanti ai carabinieri i tre accusati per la morte della 78enne Rosina Carsetti, trovata senza vita in casa la sera della vigilia di Natale. Il marito della vittima, Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote, Enea Simonetti, hanno però già detto che si avvarranno della facoltà di non rispondere. Finora, attraverso gli avvocati difensori Andrea Netti, Valentina Romagnoli e Paolo Morena, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni su quanto accaduto quella sera in casa, limitandosi a chiedere il...

Mentre proseguono gli accertamenti nella villetta di Montecassiano, a caccia di elementi che confermino la tesi dell’omicidio o della rapina, domani compariranno davanti ai carabinieri i tre accusati per la morte della 78enne Rosina Carsetti, trovata senza vita in casa la sera della vigilia di Natale. Il marito della vittima, Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote, Enea Simonetti, hanno però già detto che si avvarranno della facoltà di non rispondere. Finora, attraverso gli avvocati difensori Andrea Netti, Valentina Romagnoli e Paolo Morena, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni su quanto accaduto quella sera in casa, limitandosi a chiedere il rispetto dovuto al loro dolore, dopo una perdita così grave.

Dunque domani, in caserma, non torneranno a ripetere quanto già detto la sera del 24 ai carabinieri e al sostituto procuratore Vincenzo Carusi, e cioè che – mentre Enea Simonetti era al supermercato a fare la spesa – uno sconosciuto sarebbe entrato in casa legando Arianna Orazi e poi il padre con il filo di due aspirapolvere, per fuggire poi dopo aver preso duemila euro dal cassetto di un comodino, lasciando l’anziana senza vita in cucina. Ma questa è la tesi che ribadiscono i difensori. A conferma di questa ricostruzione, gli avvocati indicano anche alcuni segni trovati su una finestra nel retro, da cui sarebbe passato il malvivente dopo averla forzata. "Ieri mattina i carabinieri del reparto scientifico, dopo il sopralluogo in via Pertini, hanno trovato e sequestrato un pezzo di legno staccato dalla serratura superiore della finestra – afferma l’avvocato Netti –. Ora sarà analizzato, ma è chiaro che questo è un elemento determinante per spiegare i fatti di quella sera, e confermare la tesi dei familiari di Rosina". Il sopralluogo in casa, iniziato alle 10.30, ieri è stato interrotto alle 18 circa ma sarà ripreso sabato mattina, per completare gli ultimi piani alla ricerca di ogni possibile impronta lasciata dal malvivente o da altri. Ieri i carabinieri hanno esaminato, in particolare, la cucina e il salone dove, sul divano, dormiva Rosina. Ma la donna, dicono i familiari, non era affatto segregata in quelle due stanze come sostiene qualcuno, era libera di salire alle camere di sopra o al seminterrato quando voleva. Su questi aspetti della vita quotidiana della donna, che si era rivolta a un centro antiviolenza segnalando cosa avrebbe subito in casa, ci sono numerose testimonianze di amici della donna, ma gli accertamenti sono ancora in corso. Come lo sono quelli del medico legale Roberto Scendoni, che dopo l’autopsia dovrà indicare al procuratore capo Giovanni Giorgio e al sostituto Vincenzo Carusi l’ora e la causa della morte. Al momento, si ritiene che l’anziana sia morta soffocata, e l’ipotesi degli inquirenti, in base anche ad altri indizi, è che sia morta tra le 17 e le 18.

Martedì prossimo il medico legale Francesca Tombesi, consulente nominato dalla difesa, avrà un confronto con il consulente della procura. Fin dai primi istanti dopo l’arrivo in via Pertini, i carabinieri del Reparto operativo hanno messo in atto una complessa serie di indagini, che si stanno definendo grazie anche alla consulenza in atto su telefonini e computer. Al momento, i sospetti degli inquirenti ricadono sui familiari, indagati per omicidio, favoreggiamento, simulazione di reato e maltrattamenti in famiglia.