Da sinistra Petrini, Martellini, Cassetta, Melosi e Gelsomini
Da sinistra Petrini, Martellini, Cassetta, Melosi e Gelsomini
"Due giorni di convegno e una mostra per riflettere sui lasciti danteschi nella cultura marchigiana". Giovedì e venerdì prossimi si terrà il convegno di studi "Tra’ due liti d’Italia. Echi danteschi nelle Marche" all’auditorium Unimc (ex Banca Marche) con il quale ateneo e Comune celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri; giovedì, alle 17.45, a conclusione della prima giornata di convegno, sarà inaugurata una mostra alla Mozzi Borgetti, aperta fino al 31 gennaio, che documenta il...

"Due giorni di convegno e una mostra per riflettere sui lasciti danteschi nella cultura marchigiana". Giovedì e venerdì prossimi si terrà il convegno di studi "Tra’ due liti d’Italia. Echi danteschi nelle Marche" all’auditorium Unimc (ex Banca Marche) con il quale ateneo e Comune celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri; giovedì, alle 17.45, a conclusione della prima giornata di convegno, sarà inaugurata una mostra alla Mozzi Borgetti, aperta fino al 31 gennaio, che documenta il legame tra Dante e le Marche dal titolo "In quella parte del libro de la mia memoria", nella quale saranno in mostra incunaboli, edizioni e studi danteschi conservati nella biblioteca comunale.

"Questa mostra realizzata grazie alla competenza e passione dei bibliotecari della Mozzi Borgetti e alla collaborazione con Unimc – ha detto l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta – permetterà di valorizzare e far conoscere il ricco patrimonio della biblioteca. A questa prima esperienza ne potranno seguire altre, attraverso l’organizzazione di progetti dedicata alla biblioteca". "Abbiamo cercato di valorizzare l’esperienza dei dantisti di questa parte d’Italia – ha aggiunto la professoressa di letteratura italiana Laura Melosi –. L’idea era di valorizzare i lasciti danteschi di questo territorio, esibendo il patrimonio della biblioteca attraverso la mostra, e organizzando una due giorni di convegno per riflettere su cosa Dante ha significato per la cultura marchigiana, visto che la sua presenza è consolidata nella tradizione e nelle accademia. Non mancheranno riferimenti a Casa Leopardi e alla sua biblioteca. Il convegno si chiuderà con una tavola rotonda dedicata ai poeti contemporanei che ci parleranno del ‘loro’ Dante". "L’intento era costruire un percorso in dialogo con gli approfondimenti scientifici del convegno – ha sottolineato Manuela Martellini, ricercatrice di filologia italiana a Unimc –. Sono riscontrabili quattro filoni: il primo comprende le stampe più antiche del ‘500, la seconda i testi del ‘700, la terza alcuni studi di letterati e intellettuali dell’800, mentre l’ultima include gli studi che si sono susseguiti fino al ‘900". "L’esposizione è stata un’occasione per fare una ricerca del patrimonio dantesco della biblioteca – ha dichiarato Meri Petrini della Mozzi Borgetti –. Sono state individuate 814 opere correlate al Sommo poeta, di cui oltre 600 sono state catalogate e sono consultabili anche online". Il programma è sul sito dell’ateneo e su quello del Comune.

Marta Palazzini