L’impegno civile di Luigi Mari. Al Politeama si celebra l’ex sindaco

A 50 anni dalla scomparsa, su iniziativa dell’associazione culturale giovanile Zagreus, il ricordo delle sue opere.

L’impegno civile di Luigi Mari. Al Politeama si celebra l’ex sindaco

L’impegno civile di Luigi Mari. Al Politeama si celebra l’ex sindaco

Gli amministratori pubblici passano, le loro opere restano, ma nonostante i più siano mossi dal bene comune, solo i pochi veramente illuminati, capaci di guardare oltre il loro tempo, non cadono nell’oblio. Il tolentinate Luigi Mari (1907-1974) è uno di questi. Medico per professione, artista per vocazione, sindaco per impegno civile, Mari è stato l’"inventore" nel 1961 della Biennale internazionale dell’umorismo nell’arte e il promotore dell’unico Museo della Caricatura: due suoi durevoli lasciti alla città.

Nel cinquantenario della scomparsa, su iniziativa dell’associazione culturale giovanile Zagreus, Tolentino lo ha celebrato con una serata al Politeama. Un incontro per ricordare ciò che Luigi Mari ha realizzato, il tempo in cui è vissuto, gli insegnamenti che ha trasmesso. Il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla Biennale e al premio per la Caricatura a lui intitolato e per questo è oggi sovente ricordato, ma non si può comprendere la “industre Tolentino” del recente passato (nel 2011 aveva superato il tetto dei ventimila abitanti) senza conoscere ciò che Luigi Mari riuscì a realizzare come sindaco durante il fatidico decennio, dal 1951 al 1960, in cui in Italia si gettarono le basi del cosiddetto "boom" economico. L’elettrificazione di tutto il territorio di Tolentino permise di dare l’elettricità alle oltre milletrecento abitazioni rurali che nel 1950 ne erano ancora prive. Negli stessi anni tutte le frazioni ebbero l’acqua potabile e nuove zone urbane iniziavano a svilupparsi, tant’è che alla fine di quel decennio la città risultò l’unico comune dell’entroterra maceratese a vedere aumentata la popolazione.

Il potenziamento delle Terme di Santa Lucia e dell’imbottigliamento dell’acqua minerale, insieme alla costruzione dell’albergo comunale e all’istituzione della scuola alberghiera, fecero di Tolentino una delle 25 località italiane con il titolo di "Stazione di cura, soggiorno e turismo". Verso la fine del decennio presero avvio altre opere destinate a segnare lo sviluppo futuro: la nuova centrale idroelettrica, il lago delle Grazie, la seconda scuola media in viale Benadduci e il nuovo ospedale, preceduto anni prima dalla sede territoriale dell’Inam. Il 23 ottobre 1960, giunto al termine del suo mandato, il sindaco Mari relazionò al teatro Vaccaj su quanto compiuto e a coloro che in precedenza gli avevano fatto notare di essere stato troppo sobrio nella comunicazione, rispose: "Abbiamo preferito guardare più ai fatti che alle parole". Un insegnamento, questo, oggi troppo poco seguito, ovunque e ad ogni livello.

Alessandro Feliziani