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12 apr 2022

Long Covid e problemi ai polmoni, Marchesani: "Li ha il 58 per cento dei guariti"

La direttrice di Pneumologia dell'ospedale di Macerata: a sei mesi dalle dimissioni in molti casi rimangono delle alterazioni residue

franco veroli
Cronaca
Francesca Marchesani dirige l’unità operativa complessa di Pneumologia all’ospedale di Macerata
Francesca Marchesani dirige l’unità operativa complessa di Pneumologia a Macerata

"Ci sono pazienti che a distanza di sei mesi presentano ancora residue alterazioni alla Tac, vale a dire che non hanno ancora i polmoni puliti. In una parte di questi abbiamo rilevato una situazione severa che sarebbe importante continuare a seguire, per capire quale sarà l’evoluzione delle loro condizioni di salute". Francesca Marchesani, direttrice di Pneumologia all’ospedale di Macerata, centro che durante la pandemia è stato punto di riferimento regionale, sintetizza così gli effetti del Long Covid. E lo fa da un osservatorio privilegiato, visto che nella prima fase della pandemia il virus ha colpito fortemente le vie respiratorie e i polmoni.

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"Da marzo 2020 a marzo 2022 – sottolinea – abbiamo seguito ben 500 pazienti, persone che hanno contratto l’infezione in forma grave, tale da dover essere ricoverati a causa di insufficienza respiratoria". E che ci fossero problemi di lungo periodo, una volta raggiunta la guarigione, è emerso subito. "Non a caso avevamo già aperto un ambulatorio dedicato per i pazienti post Covid. Poi, però, siamo stati costretti a chiuderlo. Non è facile reperire pneumologi, attualmente ce ne mancano quattro. Alcuni li avremo presto anche se a tempo determinato".

Per valutare le condizioni di ogni singola persona è stato attivato un percorso preciso: esami di laboratorio, Tac toracica, spirometria, test da sforzo respiratorio, quest’ultimo importante perché ha consentito di rilevare anche piccole desaturazioni. E che cosa è emerso in questi soggetti a distanza di quattro o anche sei mesi? "L’80% dei pazienti è tornato a una condizione normale, anche se il 58% ha evidenziato alterazioni residue alla Tac. Nel 7% di questi ultimi casi, però, abbiamo rilevato alterazioni ancora gravi, ma di cui non abbiamo potuto seguire il successivo decorso, mentre sarebbe importante farlo per conoscere meglio questa malattia".

Il 20%, una volta guarito, ha presentato sintomi rilevanti per diversi mesi. "Dei pazienti che abbiamo seguito – prosegue la Marchesani – il 78% ha mostrato una forte astenia, un diffuso senso di stanchezza e di difficoltà a recuperare le forze; il 65% una forte dispnea da sforzo, con fiato corto; il 45% disturbi della memoria; il 44% l’alopecia (perdita di capelli, ndr); il 13% dolori osteo-articolari. E circa il 6%, dopo quattro-sei mesi, ancora non aveva recuperato il gusto e l’olfatto".

Un quadro che è stato registrato in un report inviato alla Regione e che costituisce una base fondamentale per cercare di conoscere meglio la malattia e perfezionare i trattamenti. "Il follow up per i pazienti post Covid è decisivo se vogliamo capire meglio le conseguenze della malattia e mettere a punto procedure sempre più adeguate. Non appena matureranno le condizioni, con l’arrivo di nuovi medici, è nostra intenzione continuare in questa direzione, attraverso lo stesso lavoro di squadra che abbiamo tenuto fino a questo momento e che ci ha consentito di raggiungere risultati importanti".

 

 

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