Lorenzo  Di Fonso era sempre pronto ad aiutare gli altri
Lorenzo Di Fonso era sempre pronto ad aiutare gli altri

Montelupone (Macerata), 26 marzo 2019 - Il sorriso di Lorenzo Di Fonso si è spento per sempre alle 23.50 di un maledetto sabato sera sulla strada verso Calvi, in Corsica. Lui, militare fin nel midollo, caporale del secondo reggimento paracadutisti della legione straniera francese (corpo militare d’elite dell’esercito), ma pur sempre un ragazzo di 27 anni, con i suoi sogni, una famiglia in Italia, a Montelupone, una fidanzata e un futuro da costruire insieme.

Di Fonso è morto sul colpo in un terribile incidente in moto, dopo essere finito fuori strada all’altezza di una curva nei pressi dell’aeroporto di Santa Catalina, a Calvi-Balagne. Stava rientrando in caserma, a Camp Raffalli, dopo una cena in pizzeria con gli amici commilitoni. Secondo una prima ricostruzione, ha perso il controllo della moto e si è schiantato contro un muretto.

Un sabato come tanti, lontano da casa: l’ultimo. Per lui non c’è stato niente da fare, malgrado i disperati tentativi dei soccorritori di rianimarlo. La famiglia, che vive a Montelupone, è stata avvertita nella notte tra sabato e domenica ed è subito partita per la Corsica. Ventotto anni il primo luglio, Lorenzo Di Fonso era entrato nella legione straniera nel 2013, dopo due anni nell’esercito italiano e una selezione durissima.

Tra i pochi italiani nel corpo d’elite dell’esercito francese, nel corso degli anni si era conquistato la fiducia dei superiori, la stima dei compagni e i gradi di caporale. Aveva preso parte a diverse missioni e agli interventi delle forze speciali nei principali scenari internazionali, soprattutto in Africa, e di recente era entrato a fare parte del gruppo paracadutisti commando (Gcp), una squadra d’elite delle forze speciali composta da appena trenta persone.

Per meriti militari gli erano state conferite quattro onorificenze: la medaglia d’oro della difesa nazionale con stella di bronzo, la medaglia d’oltremare, la medaglia alla difesa e la croce del combattente. Un veterano, malgrado la giovane età. Superiori e commilitoni lo ricordano come un ragazzo d’oro, sempre pronto a mettersi a disposizione degli altri, un esempio da seguire. Domani mattina, nella caserma di Camp Raffalli, gli saranno resi gli omaggi militari con una cerimonia solenne e il picchetto d’onore.

Poi la salma di Lorenzo Di Fonso arriverà in Italia, a Montelupone, dove giovedì (ore 10) gli sarà dato l’ultimo saluto nella chiesa di San Francesco, alla presenza di una delegazione della legione straniera. Lorenzo lascia il padre Tonino, milite soccorritore della Croce Azzurra di Porto Recanati, la mamma Orietta Foresi, il fratello minore Dennis e la sorella Alessia. La famiglia ringrazia i compagni di Lorenzo per la vicinanza e la legione straniera per la disponibilità e l’accoglienza ricevuta in Corsica.