Macerata, 12 settembre 2018 - Quello di Luca Traini, è stato "un gesto organizzato compiuto da una persona capace di intendere e di volere". E' il parere che lo psichiatra Massimo Picozzi, in qualità di perito nominato dalla corte, ha argomentato per oltre due ore nell'aula della Corte d'Assise. Traini è accusato della sparatoria sfondo razziale dello scorso 3 febbraio e deve rispondere di strage, tentato omicidio, lesioni e danneggiamenti aggravati dai motivi di odio razziale.

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Interrogando Picozzi, il difensore Giancarlo Giulianelli (VIDEO) ha fatto presente che il servizio penitenziario di Piacenza, dove Traini, è stato in osservazione e cura per trenta giorni durante l'estate, ha svolto una relazione concludendo che il 29enne presenta disturbi della personalità ed è emotivamente instabile. Una conclusione simile a quella della perizia di parte eseguita su incarico della difesa, dallo psichiatra Giovanni Camerini, secondo cui l'imputato sarebbe parzialmente incapace di volere a causa di un disturbo bipolare. Ma Giulianelli ha contestato anche il fatto che la perizia di Picozzi è stata eseguita dopo che l'imputato era stato in cura presso il carcere di Piacenza, con assistenza psichiatrica, colloqui e somministrazione di farmaci, che avrebbero avuto un effetto positivo sulla personalità di Traini, mentre la perizia di Camerini risale a subito dopo i fatti.

Giulianelli ha anche raccontato come Traini ha reagito all'arrivo in aula, sotto i riflettori. "L'impatto è forte, è un po' spaesato". Oggi, in aula ha incontrato anche i feriti nella sparatoria. "Ma non ha avuto nessuna reazione, il pentimento c'era già stato nei primi giorni dopo l'arresto".

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