Macerata, 3 ottobre 2018 - Luca Traini è stato condannato a 12 anni di reclusione per le accuse di strage aggravata dall'odio razziale e porto abusivo d'arma. La sentenza (foto) dalla Corte d'Assise di Macerata, giunta al termine di un processo svolto con rito abbreviato, verte sui fatti del 3 febbraio scorso, quando il 29enne si rese protagonista di una sparatoria contro i migranti (VIDEO). 

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I giudici hanno accolto la richiesta della Procura. "Siamo molto soddisfatti per la risposta che ha saputo dare la giustizia con una sentenza di primo grado arrivata in un tempo limitato per fatti di estrema gravità". ha commentato il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio (video)

Sono state concesse le attenuanti generiche ed è stata riconosciuta l'aggravante dell'odio razziale. Oltre alla pena, l'imputato dovrà scontare poi anche tre mesi di libertà vigilata e dovrà risarcire le parti civili con somme da quantificare in sede civile. "Ricorreremo sicuramente in appello", ha dichiarato Giancarlo Giulianelli, l'avvocato della difesa. "La sentenza mi lascia l'amaro in bocca non solo per l'entità della pena - ha aggiunto  -, ma per la ritenuta sussistenza di una fattispecie come
quella della 'strage', ritenevo che la pena potesse attestarsi intorno ai 10 anni". 
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Anche il sindaco di Macerata, Romano Carancini era presente alla lettura della sentenza relativa al procedimento giudiziario in cui il Comune di Macerata si è costituito parte civile. "Accogliamo la sentenza apprezzando che sia stata condannata una persona per un fatto di una gravitaà assoluta - ha dichiaratoil primo cittadino -, non entriamo nel merito della sentenza e della pena inflitta, la città non gioisce per questa sentenza”. “Ma spero – ha proseguito che la comunità viva questo passaggio come un rafforzamento nel percorso per il recupero della serenità che in questi mesi stiamo portando avanti, un percorso a cui manca la sentenza di condanna per i carnefici della povera Pamela”.

"Chiedo scusa per quello che ho fatto. In carcere ho capito che non è il colore della pelle a fare il criminale". Con queste parole Traini aveva esordito nella quinta e ultima udienza del processo a suo carico per la sparatoria xenofoba del 3 febbraio (FOTO). "Sentivo sempre le notizie sull'omicidio di Pamela Mastropietro, ho avuto una infanzia difficile e una storia dolorosa con una ragazza tossicodipendente. Così  ho pensato di dover fare giustizia".

"Ma in carcere ho capito che bianchi e neri sono uguali. Mi dispiace. Voglio anche ringraziare le forze dell'ordine per il lavoro che stanno facendo per ripulire Macerata ".

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Omicidio Pamela Mastropietro, inaugurata la lapide. Il fratello di Traini porta i fiori

Il procuratore capo Giovanni Giorgio aveva chiesto 12 anni di condanna per i reati di strage, lesioni e danneggiamento aggravati dai motivi di odio razziale. Poi la parola è passata ai difensori delle vittime, e infine all'avvocato Giancarlo Giulianelli per l'arringa difensiva.