Christchurch, 15 marzo 2019 - Il nome di Luca Traini,  spunta sui caricatori delle armi automatiche usate dai killer delle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda che ha fatto decine di vittime. Insieme a quello dell’uomo che il 3 febbraio del 2018 seminò il panico a Macerata, i nomi di vari personaggi responsabili di uccisioni di stranieri. Le immagini si vedevano in un tweet diffuso da uno dei terroristi, poi rimosso.

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Luca Traini è l'uomo che ha scatenato il terrore a Macerata, sparando all'impazzata (video) contro persone di colore incontrate per caso sulla sua strada, mentre girava a caso per Macerata sulla sua Alfa nera. Sul sedile è stata trovata la sua pistola Glock: dal finestrino inquadrava nel mirino e sparava. Da subito è apparso evidente il collegamento con l'orrore della morte di Pamela Mastropietro, 18 anni, trovata fatta a pezzi e chiusa in due valigie sulle colline maceratesi. In cella, con l'accusa di omicidio e vilipendio di cadavere, c'è  Innocent Oseghale, di professione pusher.

"Sono sicuro che Luca Traini condannerà questo attentato, per altro l'unico collegamento tra questi gesti secondo me è la pazzia" dice l'avvocato Giancarlo Giulianelli che assiste il maceratese, in carcere a Montacuto con la condanna per strage dopo il raid razzista del 3 febbraio 2018. "Dire che questi gesti sono politici, ideologici, dà loro un senso che non hanno e trasforma gli autori in idoli. Invece bisogna dire chiaramente che si tratta di gente malata, da curare".