Luca Traini
Luca Traini

Macerata, 9 giugno 2018 – Un raptus di rabbia incontrollabile avrebbe avuto Luca Traini in carcere, giovedì: a scatenarlo, le ultime notizie sulle indagini per l’omicidio di Pamela Mastropietro. A quanto sembra giovedì mattina il maceratese 29enne, in carcere dal 3 febbraio per la sparatoria in città, avrebbe sentito dal telegiornale gli sviluppi: due dei nigeriani accusati per la morte della diciottenne romana sono stati scagionati dall’accusa di omicidio dalla procura, alla luce del fatto che su di loro non sono emersi elementi che consentano di ritenerli colpevole di quel misfatto.

Sentendo questo però, stando a quanto trapelato, Traini avrebbe avuto uno scoppio di rabbia e avrebbe iniziato a colpire prima con i pugni e poi con la testa le pareti della stanza, senza alcun controllo, ferendosi in maniera poco grave, ma evidente. Poi subito gli agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti per bloccarlo, poi sono stati chiamati gli psichiatri che fanno assistenza nel carcere di Montacuto, perché si prendessero cura di lui.

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Il maceratese dunque avrebbe avuto una nuova esplosione d’ira simile a quella che lo avrebbe travolto il 3 febbraio quando, come raccontato da lui stesso durante l’interrogatorio, sentendo alla radio le notizie sugli orrori fatti alla diciottenne romana, avrebbe deciso di uscire per vendicarla, sparando a caso tra la gente in strada, per colpire i giovani immigrati che incrociava. Per via dei Velini, alla stazione, in corso Cairoli e in altri punti fino a Casette Verdini, dove si era fermato per accendere un cero con l’immagine di Mussolini e dire una preghiera nel posto in cui erano stati trovati i trolley, Traini aveva fatto fuoco dal finestrino ferendo sette persone, ma rischiando di fare una strage.

Di questo reato, oltre che di tentato omicidio, aggravati dall’odio razziale, è sotto processo. Ora su Traini sta completando la perizia lo psichiatra nominato dalla Corte d’assise, Massimo Picozzi. I risultati dell’accertamento saranno consegnati il 23 agosto, e il 12 settembre ripartirà il processo, con il rito abbreviato. Per ora, il professor Giovanni Camerini, psichiatra consulente nominato dal difensore Giancarlo Giulianelli, ha dichiarato il maceratese parzialmente capace di intendere e di volere, e pericoloso socialmente.