La donna intervistata da un giornalista
La donna intervistata da un giornalista

Macerata, 10 ottobre 2019 - Con un patteggiamento a due anni di reclusione, ha chiuso la sua vicenda giudiziaria la mamma accusata di avere avuto rapporti sessuali con un 14enne amico della figlia. La sentenza mette un punto a una vicenda divenuta molto pesante per tutti i soggetti coinvolti. A fare venire fuori il caso, nel 2015, era stata la mamma del ragazzino, quando questi aveva 15 anni. La donna si era accorta che da qualche tempo il ragazzo frequentava con grande assiduità la casa di una ragazza, di cui però non era molto amico.

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E il 14enne aveva confessato di avere una relazione con la madre della sua amica: si sarebbero incontrati in auto, e anche a casa di lei, addirittura quando c’erano il marito e la figlia. Il ragazzino avrebbe descritto di essere stato sedotto dai comportamenti audaci della donna, all’epoca 40enne, che a lui ma anche ad altri avrebbe pure messo a disposizione superalcolici e hashish. La relazione, nel corso della quale i due avrebbero avuto dei rapporti completi, sarebbe andata avanti per circa un anno, e sarebbe anche dimostrata dai messaggi che i due si sarebbero scambiati via WhatsApp, dai quali sarebbe evidente il rapporto molto fisico che ci sarebbe stato tra i due.

Dopo la denuncia, la Procura di Macerata ha acquisito queste conversazioni rimaste nel cellulare del ragazzino; è stato fatto anche un sequestro dalla donna, ma non sarebbero state trovate tracce delle sostanze stupefacenti di cui aveva parlato lui. Ieri, in tribunale a Macerata, si è tenuta l’udienza preliminare per la donna, accusata di violenza sessuale su un minorenne e spaccio di hashish a un minorenne. In aula, l’avvocato Annarosa Belsanti ha chiesto di patteggiare la pena con il pm Rosanna Buccini a due anni di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, alla luce anche di un parziale vizio di mente dell’imputata, certificato da consulenza di parte.

In udienza si è costituita parte civile l’avvocato Federica Nardi, per la vittima della violenza. La vicenda sta mettendo a dura prova tutte le parti coinvolte, anche per il rilievo avuto in televisione, dove sono stati intervistati i protagonisti, i familiari e altre persone che, in base ai rapporti con l’imputata, hanno confermato o smentito le accuse, facendo dichiarazioni dalla portata euristica pari a zero, che cioè non hanno aggiunto nulla alla ricostruzione dei fatti, ma hanno accresciuto le conseguenze, negative, dell’accaduto.