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18 mag 2022

Macerata, maxi eredità nelle mani degli avvocati

I civitanovesi Emanuela Scoppa e Claudio Monterotti hanno ammesso tutto: "Abbiamo sbagliato, pronti a risarcire". L’accusa: falsificato il testamento milionario di un’anziana, raggirato il figlio ultrasessantenne della donna

18 mag 2022
paola pagnanelli
Cronaca
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Controlli della Guardia di Finanza
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Controlli della Guardia di Finanza

Macerata, 18 maggio 2022 - Un’anziana e il figlio raggirati da due avvocati, intenzionati a mettere le mani su una eredità milionaria. Questa l’accusa mossa a due professionisti civitanovesi, Emanuela Scoppa e Claudio Monterotti, su cui ora la procura ha chiuso le indagini. I reati di cui sono chiamati a rispondere sono la circonvenzione di incapace e, solo Scoppa, il falso in testamento olografo e la falsa attestazione di qualità personali. I due, difesi dagli avvocati Federico Valori e Francesco De Minicis, hanno ammesso tutto dicendosi pronti a risarcire i danni e a chiudere la vicenda con un patteggiamento. Tutto ruota intorno a una famiglia civitanovese molto ricca, proprietaria di diversi immobili di valore. L’anziana madre era entrata in contatto con l’avvocato Scoppa, con cui poi aveva stretto un rapporto. Nell’ottobre 2020 la donna era morta, lasciando un solo erede, il figlio ultrasessantenne, estremamente provato dalla perdita della madre. Ma all’apertura della successione, era venuto fuori che metà dei beni erano stati destinati a Scoppa, in base a un testamento olografo che sarebbe stato redatto dalla defunta. Scoppa, dopo essersi qualificata come erede dal notaio, aveva incamerato subito i beni mobili e immobili. Inoltre, dalla morte dell’anziana anche Monterotti, collega di Scoppa, aveva iniziato a frequentare con assiduità la villa dell’erede, conquistandone la fiducia al punto da convincerlo a rilasciargli la procura generale per la gestione del suo patrimonio, nominandolo amministratore di sostegno in previsione della propria eventuale futura incapacità. A luglio 2020 però, su richiesta della procura, il tribunale aveva nominato un altro amministratore di sostegno, sulla base di una difficoltà personale dell’uomo a gestirsi da solo. Da lì sarebbero partiti gli accertamenti, condotti dalla Guardia di finanza con l’indagine "Ultime volontà". In particolare, ci sarebbero intercettazioni telefoniche e ambientali pesantissime per i due indagati. Da queste sarebbe venuto fuori ...

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