PAOLA PAGNANELLI
Cronaca

Maxi risarcimento sparito. Il cugino finisce a processo

La somma di 800mila euro era destinata a un 58enne rimasto vittima di un grave infortunio sul lavoro. Quando si è ripreso i soldi non c’erano .

Maxi risarcimento sparito. Il cugino finisce a processo

Maxi risarcimento sparito. Il cugino finisce a processo

Avrebbe fatto sparire 800mila euro, che suo cugino aveva avuto in seguito al gravissimo infortunio di cui era rimasto vittima. Per questo ora un senegalese 62enne è sotto processo, accusato di circonvenzione di incapace e autoriciclaggio di denaro, per quanto sarebbe avvenuto a Tolentino dal 2009 al 2019. A raccontare, con enorme fatica, la vicenda è stata ieri la presunta vittima, un 58enne, con grandissima difficoltà.

Mentre lavorava in un mobilificio della zona, l’uomo aveva avuto un bruttissimo infortunio che lo aveva tenuto per un anno ricoverato a Torrette, con una brutta lesione al cervello. Per quel fatto aveva avuto un’invalidità del 92 per cento, un risarcimento di 880mila euro e una pensione di 3mila euro al mese. Quando però si era ripreso, nel 2018, e aveva potuto iniziare a rendersi conto delle cose, aveva realizzato che i suoi soldi erano quasi tutti finiti. Così erano partiti dei controlli, ed era venuto fuori che il cugino Macoumba Diouf, a cui era stata concessa ampia delega a operare sui suoi conti viste le sue condizioni di salute, aveva fatto prelievi e operazioni varie, tra cui l’acquisto della casa a Tolentino, che aveva intestato a se stesso e dove, per un po’, aveva vissuto anche l’infortunato. Così era partita la denuncia, e l’operaio era stato costretto a trovarsi un’altra casa in affitto, non potendo più abitare con il familiare che avrebbe così approfittato di lui in quel momento critico.

Il pubblico ministero Stefania Ciccioli ha chiamato a deporre anche il luogotenente Fortuna della Guardia di finanza, che fece gli accertamenti sulla vicenda. Il militare ha ricostruito i prelievi e i bonifici fatti dal conto dell’operaio, ma non ha potuto dire con esattezza chi avesse fatto i prelievi, e neppure chi avesse aperto il conto visto che l’infortunato era stato in condizioni delicatissime per un anno. Il grosso della somma comunque sarebbe andata in Senegal, per finanziare un’attività di commercio di tessuti dell’imputato. L’udienza è stata quindi rinviata a giugno, per sentire altri testi dell’accusa e della parte civile, l’avvocato Marco Romagnoli, che assiste l’infortunato. Poi anche l’imputato, difeso dall’avvocato Luciano Bora, potrà dare la sua versione. L’uomo respinge ogni accusa: i soldi sarebbero serviti a comprare la casa dove entrambi vivevano, e sarebbero poi stati mandati in Senegal soprattutto alla moglie dell’operaio. Non ci sarebbe alcun reato dunque da parte dell’uomo ai danni del cugino.