di Chiara Sentimenti Non vogliono essere definiti angeli, martiri o eroi, ma semplicemente dei professionisti che in un momento di grande difficoltà hanno continuato a fare con abnegazione il lavoro che amano. Nella giornata internazionale dell’infermiere, a Macerata un momento di ringraziamento ai tanti professionisti che si sono impegnati in questi mesi di pandemia si è svolto ieri mattina davanti all’ingresso dell’ospedale, dove la Croce Verde ha voluto apporre una targa ricordo. "Un segno tangibile per dire grazie agli infermieri, coloro che, quando si accendono i riflettori su un tema, restano sempre nel cono d’ombra – hanno sottolineato il presidente della Croce Verde, Angelo Sciapichetti, e quello della Croce Verde Servizi, Gianni Pigliapoco –....

di Chiara Sentimenti

Non vogliono essere definiti angeli, martiri o eroi, ma semplicemente dei professionisti che in un momento di grande difficoltà hanno continuato a fare con abnegazione il lavoro che amano. Nella giornata internazionale dell’infermiere, a Macerata un momento di ringraziamento ai tanti professionisti che si sono impegnati in questi mesi di pandemia si è svolto ieri mattina davanti all’ingresso dell’ospedale, dove la Croce Verde ha voluto apporre una targa ricordo. "Un segno tangibile per dire grazie agli infermieri, coloro che, quando si accendono i riflettori su un tema, restano sempre nel cono d’ombra – hanno sottolineato il presidente della Croce Verde, Angelo Sciapichetti, e quello della Croce Verde Servizi, Gianni Pigliapoco –. Invece noi vorremmo che sia riconosciuto il giusto onore, perché nella pandemia, ma anche nelle altre emergenze, hanno svolto un ruolo fondamentale". Il ringraziamento corale si è esteso a tutti gli operatori sanitari (molti dei quali si sono affacciati davanti all’ospedale), a cui si sono aggiunti anche il Comune, rappresentato dagli assessori Francesca D’Alessandro e Laura Laviano, e tutta la direzione dell’Area Vasta 3, nella persona della direttrice Daniela Corsi e del direttore del presidio ospedaliero, Carlo Di Falco. Presenti anche il primario del pronto soccorso, Emanuele Rossi, il responsabile del 118, Ermanno Zamponi, il dottor Giordano Ripa, consigliere delegato del sindaco alla sanità, e Sistino Tamagnini, presidente del coordinamento degli infermieri volontari dell’emergenza sanitaria (Cives). "Stamattina (ieri, ndr) sono passata al Covid hospital per salutare i colleghi e ringraziarli per il sacrificio fatto in questi mesi, perché indubbiamente l’Area Vasta 3 è stata impegnata su tanti fronti in maniera molto pesante – ha spiegato la dottoressa Corsi –. Ma tutti hanno sempre risposto alle chiamate, nonostante la stanchezza o i problemi personali, perché siamo dei professionisti. Ora mi auguro che il futuro sia più roseo, stiamo assistendo a una riduzione di flussi, anche se abbiamo ancora una cinquantina di pazienti al Covid hospital e altri 38 o 39 a malattie infettive, ma stiamo lavorando per riportare anche la situazione sanitaria a un momento di normalità, perché abbiamo bisogno di posti letto anche per le altre patologie". Un impegno ribadito anche dal dottor Emanuele Rossi. "Abbiamo trascorso un anno difficile, in cui spesso guardavamo negli occhi i nostri pazienti, che ci chiedevano se ce l’avrebbero fatta, e noi non sapevamo che cosa rispondere – ha raccontato il primario del pronto soccorso –. Ma ora la sfida più grande è di recuperare il tempo trascorso riguardo a tutto ciò che si è perso, perché in questi mesi indubbiamente le persone si sono curate meno sia per la paura del Covid che per la difficoltà di acceso alle cure ordinarie. Quindi, lavoreremo per un ritorno alla normalità anche da un punto di vista sanitario". "Quello della Croce Verde è stato un bellissimo gesto per la nostra categoria professionale – ha aggiunto Sandro Di Tuccio, presidente dell’ordine degli infermieri –, è un momento di gioia in un periodo difficile e complesso. La stanchezza è tanta, ci stiamo prodigando dall’inizio del 2020 senza sosta, ma andiamo avanti, facciamo il nostro dovere, perché non siamo né angeli, né martiri, né eroi, siamo solo professionisti. La gente ha capito il vero valore dell’infermiere, che fino a poco tempo fa era visto come una figura subalterna al medico. Ora si è presa coscienza del valore professionale e umano della nostra categoria e speriamo che anche chi decide e fa i contratti ne prenda coscienza". "La pandemia ci ha visto impegnati su più fronti – ha detto l’assessore D’Alessandro – e ha messo in evidenza la grande professionalità, ma anche la profonda umanità di tutte le persone che lavorano nella sanità".