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20 lug 2022

Metano per auto Macerata: 3 euro al chilo. E c'è chi è stato costretto a chiudere

I prezzi tornano alle stelle. A Trodica lo stop forzato: fermi per colpa degli enormi aumenti

20 lug 2022
chiara gabrielli
Cronaca
Cristina Guzzini
Metano per auto: il prezzo torna alle stelle
Cristina Guzzini
Metano per auto: il prezzo torna alle stelle

Macerata, 20 luglio 2022 - "A causa degli enormi aumenti del gas metano, non siamo più in grado di proseguire con l’erogazione. L’impianto rimarrà chiuso fino a nuova comunicazione". È il caso del distributore di Trodica, che ha optato per una chiusura temporanea dell’attività, fino a quando i prezzi non torneranno a livelli quantomeno accessibili. Con i costi del metano saliti ancora una volta alle stelle, a qualcuno ormai non conviene più tenere aperto. In provincia si viaggia su costi dai 2 euro o 2,29 euro a al chilo fino ai casi "drammatici" di 3,20 euro.

I distributori provano a resistere, ma molti clienti sono in difficoltà e sono diversi quelli che non riescono più nemmeno a fare il pieno: "Capita sempre più spesso che mi chiedano di mettere metano solo per 10 o 5 euro, ma succede qualche volta che abbiano anche solo 3 euro a disposizione – spiega Mario Capitani , del punto di rifornimento di Valle Cascia –. Siccome poi sono aumentati i prezzi in ogni settore, tra carburante, bollette e prodotti del supermercato mentre gli stipendi restano sempre gli stessi, la gente ha ridotto gli spostamenti allo stretto necessario. Se prima venivano in tanti a fare rifornimento per viaggetti nel fine settimana, ora si presentano il sabato solo allo scopo di avere metano sufficiente per andare a lavorare il lunedì mattina. Il risultato è che il flusso di auto negli ultimi giorni si è ridotto di un ulteriore 20 per cento circa. Molti clienti poi non capiscono che gli aumenti continui non sono colpa nostra e se la prendono con noi, c’è sempre da discutere e siamo sottoposti a un forte stress".

Anche a Piediripa si registra un calo di clienti del 20-25 per cento negli ultimi giorni: "Complessivamente, rispetto a tre anni fa, il flusso di auto qui si è ridotto del 70 per cento – sottolinea il titolare Simone Marzola –, nelle ultime settimane i prezzi sono saliti rapidamente, prima a 1,799, poi a 1,999, e ancora a 2,199 fino agli attuali 2,299 euro al chilo. In diversi adesso pensano che conviene andare a benzina, ma non è vero, finché resta sotto i 2,60 conviene sempre il metano. Comunque, speriamo che la fornitura dall’Algeria possa risanare la situazione".

"Confronto i prezzi sulla app del metano e se posso vado dove costa meno – spiega Eleonora Rossetti –, accendo poco l’aria condizionata e quando mi sposto cerco di fare la spesa abbondante, così evito di tornarci. Ho un marito che lavora nella ristorazione e una figlia piccola, percorro tra i 30 e i 40 chilometri al giorno. I disagi per il carburante si riflettono anche su noi ristoratori, quelli che riforniscono le grandi catene infatti non partono più con mezzo carico ma semmai aspettano di averlo pieno e quindi al bancone non si trova più tutto". "Mi limito nei viaggi – dice Cristina Guzzini , commessa –, nel tempo libero cerco di restare a casa o comunque in città. Magari ora si rinuncia a qualche cena fuori, con tutti questi aumenti è davvero un disastro".

"L’aumento del metano si fa sentire, soprattutto perché gli stipendi rimangono uguali a prima – sottolinea Eleonora Gabrielli , di professione medico –. Ogni giorno percorro 40 chilometri per lavoro, per andare e tornare da Cingoli. Perciò, io e mio marito limitiamo le uscite, avevo preso l’auto a metano proprio per risparmiare ma è andata così". "Rinuncio alla cene fuori e a qualche aperitivo – racconta Antonino Sampino –, mi sposto per andare al lavoro in palestra, per il resto mi muovo il meno possibile".

 

 

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