Minacce ai vicini con un’accetta. Condannato a tre anni e mezzo

Una coppia con due bambini presa di mira da un tunisino, spaventata al punto da trasferirsi in un altro Comune. .

Minacce ai vicini con un’accetta. Condannato a tre anni e mezzo

Minacce ai vicini con un’accetta. Condannato a tre anni e mezzo

Era arrivato a minacciare con un’accetta i vicini di casa, costretti a trasferirsi pur di non incrociarlo più. Per questo ieri, accusato di stalking, è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione un tunisino 60enne, Abdellatif Grissi.

I fatti erano iniziati nel villaggio Sae di Vallicelle a Camerino nel 2021. Il tunisino si era convinto che la coppia di vicini lo seguisse, e aveva iniziato a prendersela con loro con comportamenti sempre più inquietanti. Nel 2022 la situazione era peggiorata, al punto che una sera Grissi si era presentato alla porta della famiglia con una accetta in mano, urlando frasi senza senso e minacce. Terrorizzati, anche per difendere l’incolumità e la serenità dei loro figli piccoli, molto spaventati anche loro, i vicini si erano trasferiti altrove. Ma il tunisino non si era placato. Ad agosto dell’anno scorso, Griffi e il vicino si erano incrociati lungo la statale 256, da Muccia a Camerino, e il tunisino gli si era messo alla calcagna, tentando di speronarlo e mettendo in atto una serie di manovre rischiose. Un’altra volta lo aveva molestato mentre stava lavorando, creando anche in questa occasione una situazione di pericolo. Anche la donna era stata presa di mira dal nordafricano, e costretta a far intervenire i carabinieri per difendersi, come avvenuto nelle altre occasioni.

Ieri mattina in tribunale a Macerata per lui si è chiuso il processo con il giudizio immediato. Come chiesto dal pubblico ministero Francesca D’Arienzo, il giudice Domenico Potetti lo ha condannato a tre anni e mezzo di reclusione, a risarcire subito con 30mila euro la coppia perseguitata, che era parte civile con l’avvocato Giovanna Sartori (nella foto), e all’espulsione una volta scontata la pena. L’imputato, difeso dall’avvocato Paolo Cecchetti, ora potrà fare appello. Per il momento, ha il divieto di avvicinamento dalla famiglia che ha molestato e indossa il braccialetto elettronico.