Non aveva accettato la fine della sua relazione, e aveva tormentato l’ex fidanzato e i parenti di lui con minacce, appostamenti e pedinamenti. Per questo è stata condannata a un anno di reclusione una camerte di 46 anni, imputata di stalking. I fatti erano avvenuti nei primi mesi del 2019. Lasciata...

Non aveva accettato la fine della sua relazione, e aveva tormentato l’ex fidanzato e i parenti di lui con minacce, appostamenti e pedinamenti. Per questo è stata condannata a un anno di reclusione una camerte di 46 anni, imputata di stalking. I fatti erano avvenuti nei primi mesi del 2019. Lasciata dal compagno, la donna aveva iniziato a tempestarlo di telefonate e messaggi di morte, dal contenuto alquanto inquietante. Poi aveva inviato altre minacce ai familiari di lui. Per contattare l’ex, aveva provato a mettere di mezzo altre persone, oppure a cercarlo alla ditta dove lui lavorava. Poi si era appostata sotto casa dell’uomo, facendo un chiasso tale che erano stati chiamati i carabinieri per allontanarla. L’uomo si era ritrovato anche pedinato da lei, e alla fine si era ridotto a evitare alcuni posti, a lasciare l’auto lontano da casa per evitare che lei si accanisse sulla vettura, e a cambiare le sue abitudini per non doverla incrociare ancora. Ieri mattina per la donna si è chiuso il processo, in tribunale a Macerata. In udienza preliminare, per lei gli avvocati Giovanna Sartori e Pietro Chiucchiuini, hanno chiesto il processo con il rito abbreviato. Il pm Enrico Riccioni ha chiesto dunque la condanna a un anno dell’imputata, e alla richiesta si è associato l’avvocato Tiziano Luzi (nella foto), parte civile per l’uomo. Alla fine il giudice Giovanni Manzoni ha inflitto alla camerte la pena di un anno di reclusione. Ora comunque l’imputata potrà fare appello contro questa sentenza.

Paola Pagnanelli