CHIARA GABRIELLI
Cronaca

Molestie, la rivolta delle ragazze: "Palpeggiate e inseguite, sono esperienze devastanti"

Macerata. Dall’uomo che in centro mostra i genitali a quello che lecca una guancia a una giovane. La studentessa Marlene Corvaro ha raccolto 50 testimonianze nel podcast "Sulla mia pelle"

Molestie sessuali. Una ragazza nel mirino (foto d’archivio)

Molestie sessuali. Una ragazza nel mirino (foto d’archivio)

Macerata, 12 novembre 2023 – È trascorso un anno dalla prima volta che le è capitato eppure questa ragazza – 24 anni e davanti a sé un futuro pieno di sogni e progetti – non riesce a togliersi dalla testa quelle immagini, fa ancora fatica a parlarne. Subire molestie non è cosa da poco, lascia dei segni profondi e le vittime oggi lo gridano a gran voce, tutte insieme: sono 50 le testimonianze raccolte dalla studentessa Marlene Corvaro, un numero impressionante se si considera che si parla di molestie avvenute solo a Macerata. Venerdì, dalle 17 al bar Samo, è in programma l’incontro "Sulla mia pelle", organizzato dal collettivo Bestie Fiere: "Ti è mai capitato di aver subito catcalling o molestie a Macerata?". Questa è la domanda che ha posto Corvaro @50sfumaturedimela sui social.

In soli sei giorni, ha avuto 50 risposte (ora raccolte in un podcast disponibile su Spotify ‘Sulla mia pelle’). "Abbiamo voluto creare un evento per discutere del problema che ormai ogni giorno ci troviamo ad affrontare", spiega Corvaro. L’obiettivo è sensibilizzare su un tema "troppo spesso sottovalutato". "Basta con gli stereotipi – le parole di Corvaro – ad esempio nell’identificare il molestatore con lo straniero, nella maggior parte dei casi italiani e dell’età dei nostri genitori, se non più anziani. E basta anche con la colpevolizzazione della vittima, ‘Se l’è cercata, girava in minigonna’. Possiamo vestirci come vogliamo e comunque non è una questione di abbigliamento, quando mi è capitato ero in tuta, per dire". C’è chi esce ormai solo con lo spray al peperoncino o con le chiavi di casa che spuntano tra le dita della mano, a mo’ di arma di difesa. Marlene si è rivolta anche al Centro antiviolenza. "Le testimonianze raccontano di ragazze palpate e inseguite fin dentro il proprio palazzo. E molto altro". Alcuni esempi: a una minorenne è accaduto, in centro, che un uomo le mostrasse le parti intime. "La cosa brutta è che c’era tanta gente indifferente". La seconda volta "un gruppo di dieci uomini sulla quarantina inizia a fischiarci dietro, a urlarci frasi". Poi si mettono a correre. "Ora quando esco di casa la notte tengo le chiavi in mano e faccio passare una chiave tra ogni dito, così da sentirmi più sicura. È stato devastante a livello emotivo e mentale".

Altra testimonianza: in zona corso Cavour, un uomo ha puntato una ragazza e ha bloccato la porta del palazzo mentre lei entrava. Poi "ho preso l’ascensore e mi ha seguita", racconta. Mentre la porta si chiudeva "lui mi ha fatto il segno di sgozzamento con la mano". L’uomo aveva una "camminata claudicante e un berretto", non si vedeva il viso "aveva la mascherina. Ho sentito che saliva e scendeva con l’ascensore ai vari piani". Un altro caso in corso Cairoli: "Un uomo, 65 anni, si è avvicinato mi ha detto ‘che belle cosce’ e poi mi ha palpato il seno. Ho sporto querela dalla polizia. Non sapevo chi fosse. La polizia mi richiama dopo una settimana, dicendomi che aveva un video di un ottico lì vicino, dal quale sono riuscita a riconoscere la persona. Il procedimento è iniziato a maggio di quest’anno e a luglio lo hanno condannato". E ancora: un uomo si avvicina a una ragazza alle macchinette: "Mi ha leccato una guancia. La sensazione più ripugnante che io abbia mai provato". Un’altra ragazza era in corso Cairoli, l’anno scorso, quando "un uomo adulto, italiano (lo specifico proprio per andare contro lo stereotipo dello straniero) mi chiede indicazioni per andare in centro. Io rispondo che doveva continuare ad andare dritto. Lui però scatta, mi afferra e mi strattona e mi dice ‘allora perché non mi accompagni?’ Sono rimasta pietrificata. Ci siamo fissati per almeno 10 secondi, poi è scappato". Altro episodio a giugno di quest’anno: "Erano le 19 – racconta la ragazza –. Ero in via Lauri e cinque uomini (adulti e italiani anche in questo caso) si sono avvicinati a me. Uno di loro, molto grosso, mi viene addosso, facendosi spazio col petto e la pancia e mi dice ‘Ma quanto sei bella! Io mi sono innamorato!’ e un altro accanto, stessa stazza, cerca di prendermi il braccio". È andata dritta, facendo lo slalom tra loro, "guardando in basso. In quel caso avevo con me lo spray al peperoncino ma non ho avuto il coraggio di usarlo essendo in 5. Non ho nemmeno proferito parola, non sapevo come avrebbero potuto reagire".