Morìa di attività in centro, chiudono libreria e bar

Il Mirò tira giù la saracinesca il 10 luglio, mentre Riganelli ha iniziato la svendita: "Libri e articoli di cancelleria vittime di come sono cambiati gli acquisti".

Morìa di attività in centro,  chiudono libreria e bar

Morìa di attività in centro, chiudono libreria e bar

di Asterio Tubaldi

Altre tegole per il centro storico recanatese che registrerà a breve, nel giro di poche settimane, la perdita di altre due attività, un bar e una libreria, ma per motivi diversi. Il bar Mirò di via Cavour chiuderà i battenti il 10 luglio perché il contratto di locazione, in scadenza per l’occupazione del locale, non verrà rinnovato dal suo proprietario, con comprensibile dispiacere dell’inquilino, Mirco Cipolletta, il barista salito per altro agli onori della cronaca per quel recente atto di eroismo che gli ha meritato una benemerenza dall’amministrazione comunale. Un altro punto di ristoro, quindi che conta più 60 anni di vita con gestori diversi, chiude, come ha chiuso nel dicembre del 2019, la pizzeria e ristorante "la Fojetta", che sorgeva accanto, i cui titolari, giunti all’età della pensione, hanno salutato i loro clienti mettendo, però, già dal giorno dopo in vendita la loro attività con la speranza che si facesse avanti qualcuno interessato a ereditare un locale inserito dalla Regione fra i "locali storici". Sarà stato forse il Covid o la poco appetibilità del centro storico, sta di fatto che nessuno finora si è fatto avanti per rilevare l’attività. Altro esercizio che chiude è la storica libreria Riganelli, tramandata da padre in figlio, che sorge a fianco di Piazza Leopardi. Da giorni campeggia un cartello, affisso sulla vetrina del locale, in cui si annuncia una liquidazione totale di tutti gli articoli e il titolare si è dato il termine del mese di agosto per la chiusura definitiva. "I libri e gli articoli di cancelleria sono vittime sacrificali – ci confessa il titolare Michele Riganelli – di una forma di acquisto che è cambiata con l’arrivo dell’e-commerce e forse anche del fatto che si legge sempre di meno". Tenere aperto, insomma, in queste condizioni significa arrancare e magari lavorare in perdita. Cosa triste se si pensa che il titolare della libreria è anche proprietario del locale, quindi non paga neppure l’affitto, eppure le perdite oggi superano i ricavi. Si aprirà sicuramente il solito dibattito sul perché i centri storici soffrano, se questo è dovuto alla presenza dei grandi centri commerciali, agli affitti troppo alti o al progressivo depauperamento dei suoi residenti con gli inevitabili immobili vuoti. Si sa che un centro storico disabitato non favorisce certo la nascita neppure dei punti vendita. Le varie amministrazioni hanno quasi sempre puntato sugli incentivi per il commercio o sulle iniziative ricreative come spettacoli o fiere. Prova ne è l’ultimo tentativo della giunta di venire incontro ai proprietari dei locali commerciali sfitti nell’abbonare l’Imu a fronte di una locazione a zero euro per sei mesi.