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6 mag 2022

Macerata, morire di fame e di sete succede ancora

Un malore uccise un uomo, persero la vita anche moglie e figlio. Corpi trovati dopo mesi. Le perizie: "Da soli non ce l’hanno fatta"

massimo pandolfi
Cronaca
I rilievi della Scientifica e, qui a fianco, Alessandro Canullo quando era giovane: è morto di fame e di sete
I rilievi della Scientifica

Macerata, 6 maggio 2022 - Anno 2022 , anzi anno 2021, perché la tragedia si è consumata nell’estate scorsa, ma poco importa. Importa, ahinoi, scoprire che nel mondo moderno e tecnologizzato dell’Europa, dell’Italia, delle Marche, si può ancora morire di sete e di fame. La storia che arriva da Macerata è tremenda nella sua unicità. Il 6 settembre del 2021 tre persone sono state trovate senza vita in una villetta, i loro corpi praticamente mummificati. Le vittime si chiamavano Eros Canullo, Angela Maria Moretti e Alessandro Canullo: marito moglie e figlio. Il primo 80 anni, lei 74, il terzo 54. E se subito si capì che Eros Canullo fu stroncato da un malore (chissà quando: dicono da almeno un paio di mesi), quello che otto mesi fa era solo un dubbio sulle cause degli altri due decessi è diventata certezza nelle ultime ore, dopo gli esami medici, scientifici e tossicologici: Angela Maria e Alessandro sono morti di fame e di sete. Lei, colpita da un ictus nel 2020, non si muoveva dal letto; il figlio, a causa di un incidente, aveva enormi difficoltà a camminare. Nessuno dei due è riuscito probabilmente a chiedere aiuto e a un certo punto si muore se non si mangia e non si beve più. La chiamano tecnicamente inedia, che vuol dire: grave riduzione nell’apporto di vitamine, nutrienti e in generale di energia all’organismo umano. È la forma più estrema di malnutrizione. Ora siamo qui a domandarci: ma come può accadere, oggi, un fatto simile? Detto che la famiglia Canullo negli ultimi tempi si era sempre più isolata e detto che le autorità competenti (dalla magistratura ai servizi sociali) valuteranno se qualcuno non ha fatto il suo dovere fino in fondo, in realtà un vero colpevole c’è gia: sono io, sei tu, siamo ognuno di noi. ...

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