Ha una spiacevole coda polemica la scomparsa in città del professor Guglielmo Pinelli, morto all’età di 90 anni, dai recanatesi ricordato come il medico di tutti avendo svolto l’attività di primario di medicina dell’ospedale Santa Lucia per più di trent’anni. Alle sue esequie c’erano molti recanatesi e portorecanatesi, che conservano di lui un vivo ricordo, come i suoi amici ancora in vita e, naturalmente, i parenti.

In chiesa c’erano anche gli amici e i parenti di Bologna perché anche nella città emiliana-romagnola, dove si è laureato nel 1956 con specialistica in cardiologia, ha svolto per dieci anni l’attività di medico, prima di venire a Recanati nel 1956. Per la famiglia è stato il figlio Mario, noto avvocato e ex consigliere comunale ai tempi dell’amministrazione Corvatta, al termine della cerimonia funebre, a tracciare un ricordo del padre e a ringraziare tutti per la loro presenza e per le tante testimonianze di affetto ricevute. Ha voluto, però, anche sottolineare l’assenza dei rappresentati dell’istituzione locale perché nessuno, ad iniziare dal sindaco Bravi, ha espresso una sola parola di vicinanza alla famiglia e alla figura del padre che pure ha rappresentato per molti anni un punto di riferimento della sanità del territorio, con la sua instancabile opera di medico e di primario, riuscendo a portare l’ospedale cittadino a livelli di eccellenza. Un’assenza che è stata notata anche da tanti cittadini.