CHIARA MARINELLI
Cronaca

Ucciso da un treno in corsa. "Mattia è stato imprudente"

Il gip di Ancona ha archiviato il caso legato alla morte del 16enne travolto da un convoglio mentre attraversava i binari. Il papà: "Per ora solo omissioni"

Mattia Perini, ucciso da un treno in corsa a Loreto

Mattia Perini, ucciso da un treno in corsa a Loreto

Macerata, 10 luglio 2024 – “Un comportamento clamorosamente imprudente". Archiviate le indagini sulla morte di Mattia Perini, il sedicenne travolto da un Freccia Argento nel primo pomeriggio del 9 gennaio 2020 nella stazione di Loreto. "Il giovane – si legge nella ordinanza di archiviazione emessa dal gip, Carlo Masini, del Tribunale di Ancona - non si è accertato che non vi fossero treni in arrivo, ha attraversato il primo binario concentrando la propria attenzione sul telefono cellulare e ascoltando, verosimilmente, suoni o parole provenienti dalle cuffiette acustiche alle sue orecchie, così da non essere in grado né di vedere e sentire il forte rumore del treno in arrivo né di accorgersi dei ripetuti allarmi sonori azionati dai macchinisti prima dell’impatto".

Nell’ordinanza si fa riferimento al comportamento del giovane studente, che era abituato a prendere il treno in stazione tutti i giorni, di rientro dall’istituto alberghiero che frequentava e che "ha deciso – si legge nell’ordinanza –, contravvenendo al comune sentire, di porre in essere un comportamento clamorosamente imprudente, consistito nell’attraversare i binari ferroviari senza fare uso del sottopassaggio pedonale, a lui ben noto, ponendosi elettivamente in una situazione di estremo pericolo.

Il sit in alla presenza del papà di Mattia Perini il giorno dell’udienza sull’archiviazione
Il sit in alla presenza del papà di Mattia Perini il giorno dell’udienza sull’archiviazione

L’attraversamento dei binari ha avuto inizio, verosimilmente, uno o due secondi prima dell’investimento, il tempo necessario al ragazzo per oltrepassare un unico binario (il primo), tant’è che Perini si trovava, al momento dell’urto, ancora tra il primo (che aveva attraversato) e il secondo binario (ancora da attraversare). L’attraversamento e iniziato quando il treno era ben visibile al ragazzo e quest’ultimo ai macchinisti, tant’è che dal treno sono partiti più suoni di allarme prima dell’investimento, sentiti dai presenti ma ignorati da Perini".

"Siamo al punto di partenza", ha commentato il padre del ragazzo, Giordano Perini, che con un sit in a cui hanno partecipato anche altri parenti e gli amici del 16enne la settimana scorsa ha chiesto giustizia per il figlio davanti al Tribunale di Ancona nel giorno in cui era fissata l’udienza.

"Non sono stati presi in considerazioni elementi come le telecamere di videosorveglianza e la scatola nera del treno – ha sottolineato ancora Perini –, elementi su cui ci siamo battuti da tempo. Se è stata un’imprudenza di Mattia che almeno venga dimostrato. Stiamo parlando della vita di un ragazzo di 16 anni. Da parte mia ho visto solo omissioni. Ora valuteremo cosa fare insieme all’avvocato". Il legale che assiste Perini in questa battaglia è l’avvocato Riccardo Leonardi.

Per quanto riguarda il fronte delle telecamere, si legge nell’ordinanza del gip, che "la mancata attivazione dell’impianto di videosorveglianza non è da porsi in rapporto causale con l’investimento, data la repentinità del tentativo di attraversamento".