Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
26 apr 2022

"Nessuno preferisce i sussidi al posto di lavoro"

Aziende a corto di personale, i sindacati dopo il report Unioncamere: chi rinuncia lo fa perché le condizioni sono inaccettabili

26 apr 2022
marta palazzini
Cronaca

di Marta Palazzini

"Abbiamo centinaia di lavoratori che si rivolgono a noi per condizioni di lavoro inaccettabili". È il commento di Daniel Taddei, segretario generale Cgil, al report sul mondo del lavoro pubblicato da Unioncamere-Anpal, secondo il quale quasi una azienda su due in provincia ha difficoltà a reperire personale. "L’unico settore che si trova in difficoltà nel nostro territorio è quello edile, perché la ricostruzione sisma ha creato una saturazione, seguono le professioni che necessitano di una qualifica specifica – ha detto il segretario Taddei –. Dire che i lavoratori preferiscono i sussidi a un’occupazione è uno sfregio ai tanti disoccupati, che in questo momento sono soprattutto giovani e donne: se le imprese e le attività rispettassero i contratti nazionali e pagassero un’equa retribuzione con la regolare contribuzione per l’attività lavorativa, non ci sarebbe il problema del reperimento del personale, il resto sono solo scuse".

Taddei riferisce che agli uffici della Cgil sono moltissime le segnalazioni che arrivano in merito a condizioni di lavoro che non rispettano le tutele previste dai contratti nazionali. "Abbiamo centinaia di persone che si rivolgono a noi perché le condizioni di lavoro sono inaccettabili – ha sottolineato –: in provincia persiste tanto lavoro grigio, persone che figurano con un contratto part-time ma poi sono impiegate a tempo pieno; vengono da noi lavoratori sfruttati che svolgono mansioni all’interno di false cooperative, assunti con contratti non regolari e pure altamente flessibili: non sempre riusciamo a denunciare questi casi, perché queste persone stanno cercando lavoro e non se la sentono di esporsi. Ci sono imprese che lavorano in regola e sono da esempio e c’è chi invece cerca di scaricare i costi sui propri dipendenti, adottando un certo tipo di politica: a fronte di un’occupazione e un impegno stabile non esiste persona che preferisca i sussidi". "Il mercato del lavoro è molto cambiato, si sta verificando anche nella nostra zona una mobilità rilevante – ha dichiarato Rocco Gravina della Cisl –. In alcuni settori manca il personale, ad esempio saldatori, carpentieri, tutto il comparto edile, per questo è necessaria una formazione professionale per preparare i giovani, ma anche per reindirizzare chi viene da un percorso lavorativo pregresso differente. Formazione continua, politiche attive e centri per l’impiego sono centrali in questa fase in cui i lavoro è cambiato. Ma dire che si rinunci al lavoro per i sussidi lo trovo riduttivo, certamente il sussidio va accompagnato da una politica attiva di ricerca".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?