Macerata, 4 agosto 2018 - La procura dà parere favorevole al dissequestro della casetta abusiva di nonna Peppina, la 95enne di Fiastra divenuta un simbolo per i terremotati legati ai loro paesi. Ora manca solo la decisione del giudice, ma intanto l’anziana è in ospedale «e nessuno – commenta amaramente la figlia Gabriella Turchetti – le potrà restituire questi sette mesi lontano da casa sua». L’anziana, Giuseppa Fattori, ha portato avanti una battaglia con la burocrazia: pur di rimanere nella frazione dove è sempre vissuta, San Martino, era tornata nel container rimasto dal terremoto del 1997, senza acqua né riscaldamento. I familiari, non riuscendo a convincerla ad andare con loro, le avevano costruito una casetta in legno, che però è stata messa sotto sequestro perché priva di autorizzazione paesaggistica.

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Ieri però il procuratore capo Giovanni Giorgio ha depositato al giudice per le indagini preliminari il parere favorevole al dissequestro. Il procuratore ha chiesto al gip che venga espressamente specificato che l’immobile potrà essere utilizzato solo per le esigenze abitative di Peppina, e se la stessa non lo dovesse utilizzare, dovrà essere demolito in quanto abusivo; la demolizione dovrà scattare comunque non appena l’anziana riavrà la sua casa danneggiata dal sisma. Secondo il procuratore, la costruzione abusiva può essere sanata solo per chi era residente nel cratere, e proprietario di un immobile lesionato dal sisma.

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«Credo sia meglio aspettare per stappare lo champagne – dice Gabriella Turchetti –. Pur di tornare a Fiastra, mia madre è stata qualche giorno in roulotte e si è ammalata. All’inizio ci avevano dato poche speranze, invece per fortuna si sta riprendendo, e tuttora continua a chiedere di poter tornare a San Martino. Per rallegrarci, soprattutto dopo il mare di documenti, permessi, richieste e istanze fatte, aspettiamo il dissequestro dal gip. In ogni caso, mia madre aspetta da sette mesi di poter tornare a casa sua».

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Il parere favorevole al dissequestro arriva in base al primo ‘salva-Peppina’, approvato alla fine dell’anno scorso, e non per la nuova legge entrata in vigore il 25 luglio. La nuova normativa si applica solo agli immobili facilmente amovibili e tale non si può ritenere, secondo il procuratore di Macerata, la costruzione fatta per Peppina, solidamente infissa al suolo. Di casette abusive amovibili, allestite quasi sempre nelle proprietà dove erano le palazzine danneggiate, ce ne sono diverse nel cratere. Per quanto riguarda la provincia di Macerata, il procuratore capo precisa che chi vuole sanarle dovrà produrre la documentazione che attesti la conformità delle costruzioni alla normativa antisismica e in materia di vincoli idrogeologici, se ci sono. Così si potranno sanare gli abusi.