Oggi doppio appuntamento con Mogol "Emozioni? Ebbi l’ispirazione in auto"

Il grande autore si racconterà al Buonaccorsi, poi salirà sul palco dell’arena

Oggi doppio appuntamento con Mogol  "Emozioni? Ebbi l’ispirazione in auto"

Oggi doppio appuntamento con Mogol "Emozioni? Ebbi l’ispirazione in auto"

Con una penna in mano Mogol ha fatto miracoli scrivendo una quantità infinita di capolavori. Oggi alle 18.45 il grande autore si racconterà a John Vignola nel cortile di Palazzo Buonaccorsi, nell’ambito de la Controra di Musicultura, e la sera sarà tra gli ospiti del festival. "Una volta – ricorda – ero in macchina con mia moglie, dovevamo percorrere circa 300 km per andare dai suoceri quando mi è arrivata l’ispirazione per la seconda parte di “Emozioni”, ma non avevo carta, penna e il tempo per scrivere. La prima parte della canzone l’ho scritta in 20 minuti e la seconda in due ore e mezza per la fatica di ricordare le parole". Mogol ha condiviso la sua creatività con Battisti, Gianni Bella, Morandi, Cocciante, Mango, Mina, Vanoni, Minghi; ma anche con Patty Pravo, Bruno Lauzi, Equipe 84, Dik Dik, Pfm, Bobby Solo, Umberto Tozzi e Luigi Tenco. Nei suoi testi emerge la vita delle emozioni quotidiane, la consapevolezza di un uomo comune che ha saputo ricercare dentro di sé la verità – anche la più scomoda da dire – contribuendo con la sua poesia a trasformare la cultura popolare italiana degli ultimi 50 anni.

Mogol, “Non è Francesca”, “29 settembre” e tante altre sue canzoni hanno sconfitto il passare del tempo. Fra 60 anni cosa si ascolterà di oggi?

"Potrebbe rispondere un critico, ma io sono un autore. Di solito sopravvivono le canzoni e le arti di altissimo livello, quelle che oggi hanno raggiunto il top sconfiggeranno il tempo".

Le sue canzoni sono state portate al successo da Battisti, Cocciante, Mango, Bobby Solo, Celentano: quando scriveva pensava alle caratteristiche degli interpreti per cucirgliele addosso?

"Mai. Io scrivevo per me, poi quei brani sono stati dati agli interpreti, ma non ho mai scritto per qualcuno".

Qual è la sua canzone che ha venduto di più?

"Credo che “L’emozione non ha voce” cantata da Celentano abbia battuto i record della Siae".

Nella sua carriera ha incrociato David Bowie, come è andato l’incontro?

"Bene. Sono stato molto contento che abbia interpretato una mia canzone in italiano (“Ragazzo solo, ragazza sola") anche se non assomigliava all’originale (“Space Oddity") nemmeno in una parola. Come spesso mi capitava scrivevo un altro testo e alla fine è come se Bowie avesse valutato che il pezzo nella nostra lingua corrispondeva al meglio alla musica".

C’è un episodio che ricorda dell’incontro con Bob Dylan?

"Ricordo quando era terrorizzato di esibirsi in un teatro parigino, quello in cui la regina era Édith Piaf".

Lorenzo Monachesi