Omicidio lungomare Piermanni, chiuse le indagini

Per la morte del tunisino Rachid Amri accusati il connazionale e il cugino: quest’ultimo è ancora irreperibile.

Chiuse le indagini sul delitto commesso sul lungomare Piermanni la sera dell’8 agosto scorso. Dell’omicidio volontario del 30enne tunisino Rachid Amri, il sostituto procuratore di Macerata Stefania Ciccioli accusa il connazionale e cugino Haithem Saidi, e Chokri Tayari, quest’ultimo tuttora irreperibile. Secondo quanto ricostruito con le indagini della polizia, quella sera a Civitanova sarebbero arrivati Saidi, Tayari e un altro amico, che aveva l’auto.

I tre avrebbero incontrato Amri sul lungomare, dove sarebbe nata una discussione troncata dalla coltellata, inferta – secondo la ricostruzione dell’accusa – da Saidi ad Amri. Saidi assicura però di aver cercato di fare qualcosa,, quando aveva visto il cugino ferito: lui e Tayari avrebbero ri chiamato indietro l’amico che era in auto, chiedendogli di portare in ospedale Amri. Purtroppo però questo tentativo non era servito, perché il 30enne era morto. Il giorno dopo, polizia e carabinieri avevano arrestato Saidi in un condominio di Porto Sant’Elpidio, con l’accusa di omicidio volontario; il 26enne è ancora in carcere da allora. Tayari invece, che avrebbe anche altre questioni in sospeso con la giustizia, sarebbe riuscito a dileguarsi prima di essere bloccato. Ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, gli avvocati Francesco De Minicis e Giuliano Giordani potranno chiedere alla procura di interrogare Saidi o produrre una memoria difensiva, poi la vicenda passerà al vaglio dell’udienza preliminare.

Per Tayari è stato nominato come difensore d’ufficio l’avvocato Marco Gasparri, che però potrà fare ben poco in assenza dell’indagato.

p. p.