Macerata, 12 marzo 2018 - Niente scarcerazione per due dei tre nigeriani accusati di aver ucciso e poi vilipeso e occultato il cadavere di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa con due coltellate al torace in un appartamento di Macerata tra il 29 e il 30 gennaio scorso.

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Il tribunale del Riesame ha infatti respinto – riferisce l’Agi – il ricorso presentato dai difensori di Lucky Desmond e Awelima Lucky per ottenerne la scarcerazione. Trova quindi una conferma la linea investigativa seguita dai carabinieri del Reparto investigativo e del Comando provinciale di Macerata, coordinati dalla Procura locale, e l’attività di rilievi seguita dai carabinieri del Ris di Roma.

Oseghale intercettato: "L'ho uccisa io"

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I due nigeriani erano stati fermati nei primi giorni di febbraio e successivamente, il 14 febbraio, il gip aveva convalidato al termine dell’interrogatorio di garanzia il provvedimento restrittivo, basato sulle accuse di concorso in omicidio volontario, vilipendio di cadavere (la ragazza era stata fatta a pezzi) e occultamento dello stesso cadavere (i resti erano stati abbandonati in due trolley lasciato sul ciglio di una strada provinciale di Pollenza, sempre nel Maceratese. I due sono detenuti nel carcere di Montacuto (Ancona), mentre Innocent Oseghale, il primo dei fermati, è detenuto a Marino del Tronto (Ascoli).

Sul corpo di Pamela il dna di Oseghale