LORENZO FAVA
Cronaca

Operai delle casette senza stipendio: Regione Marche condannata a pagare 57mila euro

La vertenza dei sette dipendenti della ditta Europa, nell’ambito della catena di appalti del consorzio Arcale Principi (Cgil): "Questi lavoratori hanno dovuto aspettare anni per vedersi riconosciuto un loro diritto"

Da sinistra Matteo Ferretti (Fille Cgil), l’avvocato Bruno Pettinari e Daniele Principi, segretario provinciale della Cgil, nel corso della conferenza stampa  (foto Calavita)

Da sinistra Matteo Ferretti (Fille Cgil), l’avvocato Bruno Pettinari e Daniele Principi, segretario provinciale della Cgil, nel corso della conferenza stampa (foto Calavita)

Macerata, 21 febbraio 2024 – La Regione dovrà pagare 57mila euro a sette lavoratori, ex dipendenti della ditta Europa, per la realizzazione delle casette per i terremotati. Una vicenda che vedeva dal 2017 i sette attendere il riconoscimento per l’operato nel cantiere del sisma che, da agosto a dicembre, era stato di "dieci ore al giorno, sette giorni su sette", come raccontano i sindacati, "contenti per come le cose in questo caso si sono concluse, ma preoccupati per la situazione edilizia in Italia".

Dalla ditta Europa, che ha chiuso i battenti il 7 dicembre del 2017, "quando ancora i lavori erano attivi", molti operai si sono rivolti alla Cgil, e il riconoscimento per quanto svolto era stato concordato; per gli altri, tra cui i sette per cui ora con la sentenza 73 del 2024 è arrivata giustizia, la Regione Marche aveva chiesto l’intervento dell’ispettorato del lavoro per accertare le somme dovute; ciò avviene ad inizio 2021. Arcale, che operava negli appalti Sae, malleva per la Regione, ossia si fa garante per il pagamento dei lavoratori che però non ricevono la somma che spetta loro. Si apre un contenzioso giuridico che vede la Cgil, a cui gli operai si erano rivolti, chiamare in causa la Regione e la stessa Arcale. Ora Palazzo Raffaello dovrà pagare in quanto "soggetto attuatore delle Sae". "Ci siamo dovuti difendere dal fuoco incrociato di due soggetti non indifferenti – spiega Daniele Principi, segretario Cgil Macerata –. Il sistema di appalti e subappalti edilizi in Italia è malato. La tragedia di Firenze dei giorni scorsi, nella quale cinque operai hanno perso la vita, lo dimostra. Dispiace constatare che la Regione qui si sia irrigidita. Questi lavoratori, per vedersi riconosciuto un diritto che era sotto gli occhi di tutti, hanno dovuto aspettare altri tre anni dopo che l’ispettorato del lavoro ha svolto i suoi accertamenti. Chiediamo alle istituzioni sostegno con azioni normative nei casi in cui viene fatta denuncia".

“L’Italia va avanti con una forza lavoro costituita da otto milioni di stranieri e quattro milioni di lavoratori in nero – spiega l’avvocato Bruno Pettinari –, ci sono aziende con un capitale sociale praticamente nullo che però contano 30 dipendenti. Nel momento in cui si mette in piedi un consorzio, lo Stato deve procedere immediatamente alle verifiche dei soggetti, che spesso nei casi di subappalto sono prestanome". I sette lavoratori, tutti rumeni, che vedranno riconosciuto il loro lavoro oggi sono sistemati altrove. Matteo Ferretti, di Fillea Cgil, spiega: "Abbiamo situazioni di lavoro a tempo pieno che presentano in busta paga la metà delle ore svolte. Ci stiamo confrontando con le aziende per risolvere queste problematiche, così come ci battiamo per il badge di cantiere. Domani (oggi, ndr) sciopereremo per la tragedia di Firenze. Alcuni dei morti non avrebbero dovuto essere lì, assunti con contratti metalmeccanici o senza contratto, alcuni privi perfino del permesso di soggiorno. Firenze è lo specchio di una situazione diffusa in tutta Italia, va intensificata la forza degli organi ispettivi per non far ripetere queste tragedie".