CHIARA SENTIMENTI
Cronaca

Oseghale, a rischio le prove dell’omicidio

La Cassazione: gli accertamenti andavano notificati al detenuto, non al difensore. Gli atti delle indagini potrebbero essere inutilizzabili

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Macerata, 28 aprile 2020 – La Cassazione mette in forse le consulenze alla base della condanna all’ergastolo di Innocent Oseghale , per il macabro omicidio di Pamela Mastropietro. La questione riguarda le notifiche: al nigeriano, dopo l’arresto, furono fatte in un modo che per le sezioni unite è nullo. Ma la nullità è ritenuta sanabile, dunque alla fine saranno i giudici della corte d’appello a valutarle. Si tratta di una questione tecnica, che ha ricadute molto concrete sul processo per il delitto commesso il 30 gennaio 2018, ai danni della 18enne romana Pamela Mastropietro. In particolare, s ono in ballo le consulenze medico legale e tossicologica , fondamentali per la sentenza. Il 29 maggio scorso, Innocent Oseghale è stato condannato all’ergastolo per omicidio volontario, violenza sessuale, vilipendio e occultamento di cadavere. Secondo la ricostruzione della corte d’assise, il nigeriano aveva dato a Pamela una dose di eroina e l’aveva violentata, nella sua mansarda in via Spalato. Quando lei, passato l’effetto della sostanza, se ne era resa conto, aveva reagito e allora lui l’aveva uccisa con due coltellate al fianco. Poi l’aveva fatta a pezzi, nascosta in due trolley e abbandonata a Casette Verdini. Alla base di questa ricostruzione ci sono le consulenze dei professori Mariano Cingolani e Rino Froldi: il primo ha rilevato che le coltellate al fianco furono inferte quando lei era viva, e il secondo ha escluso che la ragazza fosse morta di overdose. Il giorno del ritrovamento, il 31 gennaio, il nigeriano fu arrestato e da allora è sempre rimasto in carcere. Quando la procura avviò le indagini, le prime notifiche degli accertamenti tecnici furono fatte solo al suo difensore, all’epoca l’avvocato Monia Fabiani, e non anche a lui in carcere. Poco dopo, Oseghale nominò gli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi. In udienza preliminare, i difensori eccepirono subito il difetto di notifica, ma tanto lì quanto poi nel processo in assise, la loro eccezione fu sempre respinta. Gli avvocati l’hanno riproposta anche tra i motivi dell’appello. Intanto la questione – piuttosto controversa – è finita all’esame delle sezioni unite della Cassazione per un altro procedimento , dove la questione era identica. La sintesi della decisione era stata anticipata a febbraio, ora sono uscite le motivazioni della sentenza. Il principio generale è che quando l’indagato è detenuto, deve ricevere le notifiche in carcere anche se elegge domicilio presso il difensore, e le notifiche fatte solo all’avvocato sono nulle. Nel caso di Oseghale, dunque, sarebbero nulle le notifiche sulle consulenze medico legale e tossicologica, che dunque non potrebbero essere utilizzate nel processo. In sostanza, i giudici non avrebbero alcuna prova di come sia morta Pamela, e non potrebbero condannare qualcuno per omicidio . Inoltre, il corpo della ragazza era stato dissanguato e lavato in candeggina, era stata un’impresa per i professori Froldi e Cingolani trovare i tessuti su cui fare le analisi: non è più possibile ripetere quegli accertamenti. Resterebbe solo la parola di Oseghale, ch e ha solo ammesso di aver fatto a pezzi Pamela, ma ha sempre assicurato che la 18enne era morta di overdose. Ma le sezioni unite precisano anche che la notifica al difensore non è una nullità assoluta e insanabile, perché fatta a una persona che ha un rapporto di fiducia con l’indagato. Il vizio si intende sanato se non viene eccepito prima della sentenza (e non è il caso di questo processo) o se l’indagato rinuncia comunque a partecipare all’accertamento. Nel caso del nigeriano si potrà dimostrare che lui ha saputo delle consulenze, ma non ha voluto partecipare? Questo dovranno valutare i giudici della corte d’appello, per stabilire se quelle fondamentali consulenze siano utilizzabili oppure no. L’udienza di secondo grado per il nigeriano non è stata ancora fissata, ma a questo punto lo sarà a breve.