L’incontro in prefettura (foto Calavita)

Macerata, 12 luglio 2018 - Non ci sarà alcuna chiusura dell’ospedale, ma «una riduzione del numero dei degenti e il contestuale coinvolgimento delle strutture sanitarie limitrofe, oltre al rafforzamento dell’attività del pronto soccorso e del servizio di emergenza 118 che verrà coadiuvato dalla Croce Rossa». Questo quanto emerso dalla riunione del comitato provinciale dell’Ordine e sicurezza pubblica convocato ieri in Prefettura per fare il punto sulle misure da attuare in vista dell’interruzione all’erogazione dell’acqua che scatterà in ospedale dalle 15 di sabato alle 15 di domenica. L’intervento si è reso necessario per permettere la sostituzione di alcuni collettori idrici usurati.

Alla riunione di ieri hanno partecipato il sindaco Romano Carancini, un rappresentante della Provincia, i rappresentanti delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, il direttore dell’Area vasta Alessandro Maccioni, il direttore sanitario dell’ospedale Massimo Palazzo (nella foto Calavita con Maccioni), un dirigente tecnico dell’Area Vasta 3, il direttore del 118, un rappresentante della Protezione civile, i responsabili delle società incaricate dell’intervento e i rappresentanti della Croce Rossa. Prioritaria, è stato ribadito nel piano degli interventi «è la sicurezza dei pazienti».

Com’era stato spiegato dal direttore Maccioni, nei giorni scorsi, le urgenze saranno dirottate negli altri ospedali di Area vasta, i parti a Civitanova, mentre il pronto soccorso rimarrà attivo e funzionante. I pazienti che potranno tornare a casa saranno dimessi per il weekend e richiamati lunedì. L’acqua sarà garantita in tutti i reparti da una ventina di serbatoi che verranno portati appositamente, mentre spetterà ai vigili del fuoco garantire un presidio fisso antincendio e alle forze dell’ordine e alla polizia municipale, invece, il compito di assicurare una pronta viabilità.