Nessun paziente Covid
Nessun paziente Covid

Civitanova, 23 maggio 2020 - L’ospedale Covid di Civitanova si vuota: dimesso ieri l’ultimo paziente, dopo il picco dell’emergenza tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, col reparto non intensivo vicino a contenere cento contagiati e la rianimazione piena. Avviate le procedure per il ritorno alla normale operatività della struttura, ma resta garantito il percorso Covid al pronto soccorso. All’ospedale di Camerino, anch’esso riconvertito alla cura del virus, restano invece ricoverati una ventina di pazienti, cinque nelle unità di terapia intensiva e sub intensiva. Nel giorno in cui l’ultimo paziente viene dimesso, arriva però la notizia choc delle dimissioni del primario del pronto soccorso, Domenico Sicolo. "Nessuna motivazione attinente a questioni attuali, ci sono ragioni personali alla base di questa decisione".

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Poche parole per spiegare il gesto, per certi verso clamoroso, considerandone il temperamento sempre votato alla mediazione, che è stata la sua stella polare anche negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale. Dalla metà di marzo ha gestito i dipartimenti di emergenza degli ospedali Covid di Civitanova e Camerino, attraversando il dramma di chi moriva per Coronavirus e lo strazio dei familiari, privati anche della consolazione dell’addio ai cari, facendo la spola tra montagna e costa, e senza tralasciare intemerate contro quei disinvolti che, all’inizio dell’emergenza, non capivano la necessità di stare chiusi in casa e ora, nella fase due, contro quelli che portano la mascherina come un accessorio e non come un dispositivo di sicurezza necessario per evitare il contagio. Alla base della decisione ci sarebbe la difficoltà di portare avanti un impegno sempre più gravoso.

Dall’ottobre del 2017, Sicolo dirige il pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova, e con esso il punto di primo intervento di Recanati. L’incarico si somma a quello di primario degli ospedali di Camerino, San Severino e Matelica, che ricopre fin dal 2015. Tenere botta per tre anni anche con la responsabilità di un presidio come quello di Civitanova, una prima linea sul fronte dell’emergenza che Sicolo conosce perché qui nel 2000 ha cominciato, ha richiesto energie che ha dovuto raddoppiare con l’irrompere del Covid e con due strutture completamente riconvertite al ricovero e alla cura dei contagiati, Camerino e Civitanova.

Chi ci ha potuto parlare racconta di dimissioni messe sul tavolo dei vertici Asur per stanchezza. Ma ha pesato anche la preoccupazione per le procedure di riorganizzazione degli ospedali, che dovranno prepararsi ad affrontare una possibile, seconda ondata di contagi, prevista per l’autunno. Un lavoro immane, di cui dovrà farsi carico anche il personale e con la responsabilità di cinque strutture: Sicolo, al momento, ha alzato bandiera bianca. In questi giorni, poi, si è tro vato a dovere gestire a Civitanova, ospedale con reparti ormai smantellati perché vuotati, anche codici rossi no-Covid smistati dal 118 sulla costa invece che a Macerata, struttura che ha mantenuto la funzionalità per assistere poi pazienti con patologie non dovute a Coronavirus. E forse è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.