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6 lug 2022
paola pagnanelli
Cronaca
6 lug 2022

"Ostetrica condannata: ci risarciscano"

Famiglia di Montelupone contro l’Asur per la morte del figlioletto poco dopo la nascita al Salesi. I giudici: "Medico chiamato in ritardo"

6 lug 2022
paola pagnanelli
Cronaca
L’avvocato Achille Castignani difende la famiglia del bimbo morto al Salesi
L’avvocato Achille Castignani difende la famiglia del bimbo morto al Salesi
L’avvocato Achille Castignani difende la famiglia del bimbo morto al Salesi
L’avvocato Achille Castignani difende la famiglia del bimbo morto al Salesi
L’avvocato Achille Castignani difende la famiglia del bimbo morto al Salesi
L’avvocato Achille Castignani difende la famiglia del bimbo morto al Salesi

di Paola Pagnanelli

Dopo la condanna in primo grado di una ostetrica, chiedono il risarcimento i genitori di un bambino nato all’ospedale Salesi di Ancona e morto, secondo quanto ricostruito nel processo penale, a causa delle sofferenze patite durante il travaglio.

Il fatto era avvenuto a settembre del 2016. Una 31enne di Montelupone si era presentata al Salesi alle 8 di mattina del 10 settembre con le prime contrazioni, al termine della gravidanza. Era stata ricoverata e visitata, monitorando le sue condizioni e l’evoluzione della situazione. La mattina del giorno seguente, il monitoraggio aveva fatto emergere subito alcune anomalie, ma il medico era stato chiamato solo alle 9.55 dall’ostetrica. Il ginecologo aveva fatto il possibile, ma il cesareo non era più possibile, il piccolo si trovava in difficoltà e così fu avviato un parto con l’uso della ventosa. Per il bambino fu necessaria la rianimazione cardio-polmonare, intubato e con parametri vitali bassissimi fu ricoverato nella terapia intensiva neonatale. Ma la sera stessa della sua nascita, alle 23.40, in coma e in condizioni tragiche, il piccolo morì.

Subito la famiglia fece un esposto, e la procura di Ancona dispose una consulenza tecnica. I medici legali ricostruirono i fatti, accertando che il bambino era morto a causa di una sofferenza fetale acuta durante il parto, e che il monitoraggio avrebbe dovuto allarmare l’ostetrica almeno un’ora prima rispetto a quando fu chiamato il medico. Questo ritardo era stato fatale. L’ostetrica, una maceratese, difesa dallo studio Scaloni è stata condannata per omicidio colposo con il rito abbreviato alla pena di sei mesi, con la sospensione condizionale della pena.

Ora però la famiglia, assistita dall’avvocato Achille Castignani, si è rivolta all’Asur chiedendo il risarcimento per quanto successo. Una volta stabilito che la causa della morte è legata all’errore fatto dall’ostetrica, i genitori hanno avviato la causa civile, per il danno gravissimo, per il dolore atroce causato loro da quell’errore: la morte del piccolo atteso e amato, sano e pronto a vivere la sua vita nel mondo. "Ci vuole maggiore attenzione sulla sanità – è il sollecito dell’avvocato Castignani -. In proposito, invito l’assessore Saltamartini a fare in modo che l’Asur sia coperta da polizze adeguate per i risarcimenti, evitando di trascinare per venti anni cause perse, per l’Asur, con l’unico risultato di aumentare i costi per la collettività".

"Ci sono casi - conclude l’avvocato Castignani - di persone con invalidità totali, o molto gravi, che hanno bisogno di cure e assistenza, come in un caso trattato di recente: un primario aveva operato una donna, poi se ne era andato senza lasciare indicazioni ai colleghi, la paziente ha avuto una setticemia ed è rimasta paralizzata. Basta con le nomine politiche. La sanità va seguita, da chi la gestisce e da la pratica, non dico con spirito di apostolato, ma con senso di responsabilità nei confronti dei pazienti".

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