Macerata, 7 giugno 2018 - Cade l’accusa di omicidio per Lucky Desmond e Awelima Lucky. Alcuni elementi restano molto sospetti, ma non ci sono gravi indizi. Per questo i due al momento sono in carcere solo per l’accusa di spaccio. La misura è stata revocata su richiesta della procura, dopo che è stata depositata anche la consulenza sui telefoni dei due. In base all’analisi dei cellulari, e delle celle agganciate il 30 gennaio, i due verosimilmente sono stati in via Spalato, nell’appartamento di Oseghale, ma solo per pochi minuti, troppo pochi per ritenerli coinvolti nel delitto macabro commesso lì dentro.

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IL RIS non ha trovato loro tracce sul corpo della ragazza, o nella mansarda, al contrario di quelle di Oseghale, che erano state cancellate ma sono state recuperate con i reagenti: nel sangue, sono emerse solo le impronte di Oseghale. Ci sono però degli indizi. In primo luogo, Oseghale fin dall’inizio ha detto che era stato Desmond a dare l’eroina a Pamela; alcune volte ha detto anche di averli lasciati soli in casa sua. Il titolare di un negozio poi afferma che il pomeriggio del 30 si sarebbero presentati Oseghale e Desmond, chiedendo di comprare l’acido, e prendendo poi la candeggina; ma lo scontrino di quell’acquisto ritrovato nel registratore di cassa è del giorno prima.

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Quanto ad Awelima, avrebbe chiamato Oseghale alle 20 proprio dalla stessa zona dove, un paio d’ore dopo, Oseghale sarebbe andato a lasciare i due trolley con i resti della ragazza. Questa resta una circostanza oltremodo allarmante: Casette Verdini è lontana dall’albergo di Awelima, e perché mai andare in quella zona isolata dove, guarda caso, poco dopo viene lasciata Pamela. Eppure, non basta questo per dimostrare che Awelima abbia partecipato all’omicidio. Ecco dunque che le strade di Desmond e Awelima si separano da quelle di Oseghale. Per i primi due, forse già la prossima settimana, la procura chiederà il processo solo per l’accusa di ripetute cessioni di stupefacenti, dopo aver individuato numerosi clienti abituali dei due nigeriani. Gli avvocati Gianfranco Borgani e Giuseppe Lupi hanno chiesto già il processo con il rito immediato. Stessa richiesta, quanto allo spaccio, hanno fatto gli avvocati Matraxia e Gramenzi per Oseghale.

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Ieri in via Spalato è stato fatto un nuovo sopralluogo chiesto dall’avvocato Borgani, perché i consulenti, l’avvocato Serena Gasperini e Nicola Caprioli, criminalista, hanno chiesto di poter vedere il luogo del delitto. «Uno spazio troppo piccolo – hanno commentato – per poter gestire un corpo in più persone. Le tracce sono state cancellate, ma il Ris è riuscito a ritrovare quelle nel sangue, connesse dunque all’omicidio, e non sono di Desmond». «In questi mesi in tanti mi hanno chiesto come potessi difendere una persona così feroce – ha aggiunto Borgani –, e io ho sempre risposto che le cose vanno accertate, sennò la strada che si profila è quella di Traini. Non abbiamo il gratuito patrocinio per questa difesa, lo abbiamo fatto gratis nella sensazione che una persona rischiasse una grave accusa senza avere colpe».