Casette Verdini (Pollenza), 9 settembre 2018 - Una lapide in memoria di  Pamela Mastropietro, realizzata dall’architetto Leonardo Annessi su iniziativa della Pro Loco di Casette Verdini e inaugurata questa mattina: un fiore di loto di cristallo, posato sulle pietre, a simboleggiare la fragilità e la bellezza della vita. Nel tragico luogo del ritrovamento delle valigie contenenti i resti della ragazza romana, erano presenti questa mattina il papà Stefano Mastropietro, la mamma Alessandra Verni, lo zio Marco Valerio Verni, e la nonna Giovanna Rita Bellini. Non sono mancati i fiori da parte di Luca Traini, portati personalmente dal fratello Mirko.

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«È un amaro piacere – ha detto lo zio – essere qui per ricevere il segno della vicinanza della comunità maceratese, troppo spesso martoriata da un certo tipo di stampa che la vuole fredda e insensibile, mentre oggi dimostra il contrario. Pamela, al di là dei suoi problemi personali, poteva essere la figlia, la sorella, la nipote o l’amica di tutti. Ora abbiamo bisogno di aiuto per buttare giù i muri che circondano la vicenda: lo dobbiamo a Pamela ma anche a tutti voi, perché siete una magnifica comunità che non si merita quanto è accaduto».

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«Mi unisco alle parole di mio fratello: per favore, aiutateci – ha aggiunto Alessandra Verni –, perché qui mi sembra sia tutto morto. Volete forse un’altra Pamela? Allora aiutateci a trovare verità e giustizia». Sul posto, anche la consigliera comunale Deborah Pantana, il deputato Tullio Patassini, e Martina Borra, coordinatrice di Forza Nuova, oltre al vescovo Nazzareno Marconi, che ha pregato insieme alle decine di persone intervenute, il sindaco di Pollenza Luigi Monti, il presidente della Pro Loco di Casette Verdini Gabriele Ranzuglia e il coordinatore dell’Osservatorio nazionale sostegno vittime Angelo Bertoglio.