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5 mag 2022

Pasticcio sui prof guariti ma non vaccinati "Rischiamo di non poter lavorare in classe"

L’ultima circolare dell’Ufficio scolastico regionale accorcia da 120 a 90 giorni l’autorizzazione per fare lezione con gli studenti. Insegnanti verso il demansionamento: "Travisate le direttive del ministero, ennesimo problema a un mese dalla fine della scuola"

5 mag 2022
chiara sentimenti
Cronaca
Un insegnante durante una lezione in classe (foto d’archivio)
Un insegnante durante una lezione in classe (foto d’archivio)
Un insegnante durante una lezione in classe (foto d’archivio)
Un insegnante durante una lezione in classe (foto d’archivio)
Un insegnante durante una lezione in classe (foto d’archivio)
Un insegnante durante una lezione in classe (foto d’archivio)

di Chiara Sentimenti

Un’errata interpretazione da parte dell’Ufficio scolastico regionale di una disposizione del ministero sta creando ulteriore caos nelle scuole e apprensione tra i docenti non vaccinati ma che, avendo avuto il Covid, hanno comunque ottenuto il Green pass. I docenti, infatti, ora rischiano di essere demansionati, così come accaduto ai colleghi non vaccinati ma senza certificato verde, rientrati al lavoro dal primo aprile, che non possono stare a contatto con gli studenti. Nell’ultima circolare firmata il 2 maggio dal dirigente Marco Ugo Filisetti, infatti, si legge che: "Il personale scolastico, che ottiene il certificato verde a seguito di guarigione da Covid-19, risulterà inadempiente agli obblighi trascorsi 90 giorni, dalla data di certificazione di positività, nel caso in cui non abbia ricevuto alcuna dose di vaccino o, nel caso in cui abbia contratto l’infezione, entro 14 giorni dalla somministrazione di una dose di vaccino". E ancora: "Diversamente, nel caso di personale che abbia concluso il ciclo vaccinale primario (prima e seconda dose, ndr), l’inadempienza all’obbligo vaccinale si configura decorsi 120 giorni dalla data del test diagnostico positivo. Decorsi tali termini il personale scolastico sarà considerato inadempiente e, qualora docente, non potrà prestare servizio a contatto con gli alunni, dovendosi adottare provvedimento di impiego in mansioni alternative, con decorrenza immediata".

L’ufficio scolastico precisa anche il provvedimento trae origine da alcuni documenti del ministero della Sanità. Ma è proprio qui che nasce l’inghippo in cui sono cadute solo le Marche, insieme al Veneto. Perché il provvedimento del ministero riguarda solo le professioni sanitarie e non quelle scolastiche. Tanto che il ministero non ha mai fatto menzione di una durata minore del Green pass per i docenti non vaccinati guariti dal Covid, che resta ancora di sei mesi (180 giorni). Ma ormai la circolare è stata inviata e, in attesa di una rettifica, per i dirigenti scolastici si è aperta un’altra "grana" da risolvere. Alcuni presidi, però, visto il palese errore, stanno cercando di prendere tempo e hanno avvertito i docenti che, se la rettifica non arriverà nel giro di qualche giorno, dovrà scattare il demansionamento, mentre altri più rigidi stanno già valutando di applicare la misura prevista. "Ci troviamo in una situazione assurda – commenta una professoressa di Macerata –. A me, come a molti colleghi è stato detto che se non arriverà la rettifica saremo demansionati, i dirigenti hanno le mani legate per colpa di un errore ingiustificato. A un mese dalla fine delle lezioni si creano ulteriori problemi agli studenti che dovrebbero essere al centro di ogni politica della scuola e ai docenti che sono stanchi e si vedono nuovamente colpiti. Siamo stufi e questa decisione, a livello psicologico, ha avuto un impatto fortissimo, anche se tra qualche giorno qualcuno si dovesse svegliare dicendo: ‘Scusate è stato tutto un errore’".

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