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21 mag 2022

Pensionati tornano in corsia "La sanità è a rischio tilt"

Mancano i medici, richiamati in servizio gli anestesisti Pontani e Sassaroli. Mari: "Possono essere reclutati anche gli specializzandi dell’ultimo anno"

21 mag 2022
franco veroli
Cronaca
Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici di Macerata (foto Calavita)
Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici di Macerata (foto Calavita)
Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici di Macerata (foto Calavita)
Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici di Macerata (foto Calavita)
Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici di Macerata (foto Calavita)
Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici di Macerata (foto Calavita)

di Franco Veroli

"Per ora siamo riusciti a tenere botta. Ma con la tendenza attuale credo che alla fine dell’anno il sistema potrebbe andare in tilt". Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Macerata, sintetizza in questo modo la carenza di camici bianchi, un problema che riguarda tutta l’Italia e che rappresenta ormai una emergenza anche nella nostra realtà. Tanto è vero che per cercare di far fronte alle difficoltà sempre più di frequente si richiamano, ovviamente se disponibili, professionisti che sono a riposo, anche da diversi anni. Nei giorni scorsi, per "mantenere i livelli essenziali di assistenza e per recuperare le liste d’attesa operatorie negli ospedali di Camerino e San Severino, la direttrice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi, ha stipulato contratti libero professionali e autonomi (validità fino al 30 giugno) con due anestesisti rianimatori in pensione, Raffaele Pontani e Gilberto Sassaroli. All’inizio di maggio analoga procedura è stata attivata – per un anno – per sei medici da destinare ai pronto soccorso, cronicamente con organico carente.

Non si trovano medici del 118 (una settantina i posti vuoti nelle Marche), tanto che la Regione ha attivato un apposito corso di formazione. Scarseggiano pediatri e cardiologi e, ormai, ci sono vuoti crescenti anche tra i medici di medicina generale. I medici in servizio negli ospedali, tra l’altro, non sono più disponibili a fare prestazioni aggiuntive, tenuto anche conto del fatto che in questi due anni di pandemia sono stati sottoposti a turni e attività veramente pesanti. Né si può procedere alle assunzioni se il governo non autorizza l’aumento del tetto di spesa. E, così, si naviga a vista, con contratti a tempo determinato o di collaborazione libero professionale. "Questa è la situazione – prosegue Mari – per far fronte alla quale è stato deciso che gli specializzandi dell’ultimo anno possano essere chiamati in ospedale a svolgere l’attività richiesta invece che frequentare il corso. Scelta simile è stata fatta anche per i medici che frequentano il corso di medicina generale, che possono avere l’incarico temporaneo su sedi vacanti, anche se l’assegnazione a tempo indeterminato potrà avvenire solo dopo aver conseguito il diploma". Sono provvedimenti utili, ma certamente non risolutivi. E, dietro l’angolo, c’è l’estate, vale a dire le ferie, diritto per garantire il quale si mette sempre a punto un piano tale da non creare problemi ai cittadini, anche se spesso bisogna ricorrere alla riduzione, in alcuni periodi, delle attività in sala operatoria.

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