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10 giu 2022

"Pino Brizi, un grande dentro e fuori dal campo"

L’ex calciatore è morto a ottant’anni: era ricoverato per una polmonite. Cresciuto nella Maceratese, diventò una bandiera della Fiorentina

10 giu 2022

di Lorenzo Monachesi

"A Firenze ancora si ricordano di Pino Brizi, del resto non può che essere un "grande" chi ha indossato la fascia da capitano". È quanto dice Dino Pagliari del calciatore che ha seminato bene, perché di lui non si conservano solo i ricordi del superlativo giocatore che è stato, ma dell’uomo. "Una persona straordinaria, umile, che non faceva pesare di essere stato la bandiera della Fiorentina, educata, gentile, delicata nel parlare", aggiunge Giovanni Pagliari, componente della Maceratese allenata da Brizi e promossa in C nella stagione 1979-80. "Se ne va – sottolinea l’avvocato Giancarlo Nascimbeni, a lungo dirigente della Maceratese – un’altra tessera del prestigioso mosaico della città. Lui ha fatto molto nel campo sportivo per Macerata e siamo stati fortunati ad averlo avuto come concittadino. Per anni ho frequentato Firenze e mi parlavano di Pino in Lega o nei ristoranti, ma non solo del calciatore, è stata una delle ultime bandiere viola, ma della persona. Ecco, con umiltà e modestia ha dato lustro alla nostra città". Per il portiere Franco Superchi, suo compagno di squadra, era "un professionista serio, nessuno lo era più di lui, e un amico stupendo". Ed ecco il ricordo di Giancarlo De Sisti: "Un gioiello di persona, un ragazzo serio, un uomo molto perbene oltre a essere forte come calciatore". Nello spogliatoio è stato un punto di riferimento. "Lui – ricorda Luciano Chiarugi, ex attaccante viola – era più grande di noi, era il nostro punto di riferimento. A lui ci affidavamo per i consigli, su come stare in campo, ci ripeteva che la carriera sarebbe potuta essere lunga o corta, ma occorreva essere seri, professionisti, lavorare. Pino alla Fiorentina ha dato tantissimo così come a noi che siamo andati dietro alla sua professionalità. La sua scomparsa ci ha lasciato senza parole e subito ne ho parlato con Merlo, Esposito e con gli altri compagni". L’eleganza in campo l’ha trasferita anche fuori. "Mi ha allenato un anno – dice Massimo Bigotto, difensore della Maceratese in C2 (1980-81) – e mi è stato sufficiente per capire lo spessore della persona. È stato un allenatore che sapeva imporsi con le buone maniere, che si faceva ubbidire senza mai alzare la voce".

E ancora. "Con lui – dice Nicola Gazzani, giocatore della Rata in quegli anni – ho sempre avuto un ottimo rapporto. Non lo vedevo come un tecnico ma come un padre". Le qualità in campo sono fuori discussione. "Era capace – sottolinea Alberto Prenna, con il quale Brizi ha anche giocato insieme – di calciare di destro e sinistro con una precisione millimetrica. Ma era anche potente: staccava di testa che era una bellezza e i centravanti hanno avuto vita difficilissima con lui". La Fiorentina esprime il profondo cordoglio "per la scomparsa di Brizi, eroe del secondo scudetto viola, che verrà sempre ricordato – si legge nel sito della società toscana – come campione di signorilità ed eleganza dentro e fuori dal campo".

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