FRANCO VEROLI
Cronaca

Pochi medici di famiglia Largo agli specializzandi

Più che un rimedio è un ’tampone’: incarico temporaneo con massimale di pazienti ridotto. L’Ast ha formato una graduatoria che comprende 77 unità.

Pochi medici di famiglia  Largo agli specializzandi

Pochi medici di famiglia Largo agli specializzandi

di Franco Veroli

E’ una corsa continua per cercare di chiudere i buchi che continuamente si aprono. Avere un medico di famiglia non è più scontato come un tempo, considerato che – come per tutti gli altri camici bianchi – non ce ne sono a sufficienza, e quelli che ci sono in gran parte hanno il "massimo del carico", cioè il numero degli assistiti che possono avere. In questi giorni a Montecosaro lascia Maurizio Pepi, il 30 luglio sarà la volta di Valentina Salvatori a Tolentino, il 1° agosto di Sergio Principi a Porto Potenza Picena. Il monitoraggio "dinamico" alla fine del marzo scorso indicava oltre venti posti vuoti da coprire in tutta l’Ast, ed è quello che l’Azienda sta cercando di fare conferendo incarichi provvisori a tempo determinato eo di sostituzione, per assegnare i quali opera fondamentalmente in diverse direzioni: individuare un nuovo medico specializzato in medicina generale, cosa tutt’altro che semplice; "dirottare" i pazienti su altri medici che abbiano la possibilità di accoglierli (che, cioè, non siano già al limite massimo); assegnare incarichi temporanei agli specializzandi. Anche per questo l’Ast si è dotata di una graduatoria frutto di un avviso pubblico dello scorso aprile in cui sono presenti 77 medici, la maggior parte dei quali risiedono nella nostra provincia, ma non mancano quelli che hanno dato la disponibilità pur risiedendo altrove (diversi residenti in Umbria). Il conferimento dell’incarico temporaneo alla dottoressa Roberta Camilletti, che dal 3 luglio avvierà l’attività convenzionata aprendo un ambulatorio in via Roma 408 a Macerata, spiega bene la situazione visto che, per non lasciare i cittadini senza assistenza, si può – appunto - ricorrere a medici specializzandi che ancora non hanno completato il corso di formazione specifica in medicina generale. In questo caso, però l’Ast conferisce l’incarico temporaneo applicando il massimale ridotto (mille pazienti), limitatamente al restante periodo di frequenza al corso. Acquisito i diploma di specializzazione, l’incarico diventa a tempo indeterminato. E sono sempre di più i casi di questo genere: le borse per la specializzazione sono state aumentate, ma servono anni per colmare lo scarto che si è creato negli ultimi decenni. Incarico convenzionale a tempo indeterminato nel comune di Mogliano, invece, per la dottoressa Laura Sarnani, che ha conseguito il diploma alla fine dello scorso anno. Su un altro fronte, in arrivo una specializzanda in Ostetricia e Ginecologia (Michela Paolucci) con incarico temporaneo per la durata residua del corso di formazione specialistica, che diventerà a tempo indeterminato una volta acquisito il diploma. Si trasferisce, invece, da Macerata al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, Marina Rossi, dirigente di Medicina del lavoro, dipendente dell’Ast.