LORENZO MONACHESI
Cronaca

Post sisma, tre sedi da cui ripartire. Il rettore: trasformeremo gli edifici . Poi toccherà alla Banca d’Italia

L’annuncio dei lavori alla presenza del commissario straordinario per la ricostruzione Castelli. Saranno interessati i palazzi Ugolini e Ciccolini, oltre all’ex sede di studi economici di via Crescimbeni .

Post sisma, tre sedi da cui ripartire. Il rettore: trasformeremo gli edifici . Poi toccherà alla Banca d’Italia

Post sisma, tre sedi da cui ripartire. Il rettore: trasformeremo gli edifici . Poi toccherà alla Banca d’Italia

Avviati i lavori su tre sedi dell’ateneo che trasformeranno palazzo Ugolini, l’ex sede di studi economici di via Crescimbeni e palazzo Ciccolini. "Si tratta – spiega il rettore John McCourt – di operazioni che cambieranno il volto di questi edifici lesionati dal sisma perché entro due-tre anni saranno completati anche gli interventi per il risparmio energetico, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la maggiore sostenibilità a livello energetico". Rilevante l’operazione a Palazzo Ugolini. "Vi allestiremo – ha spiegato il rettore – una grandissima biblioteca con 200mila volumi, con 300 postazioni utilizzate per studiare, socializzare e dove realizzare un caffè letterario a disposizione della città. Questi lavori potrebbero essere da stimolo a chi sta attorno a migliorarsi nella bellezza e nella funzionalità. Le risorse non bastano mai, magari ne parlerò con Castelli". All’incontro di ieri c’era Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione, con il quale il rettore ha parlato anche degli altri progetti ai blocchi di partenza. "I soldi – ha detto il commissario straordinario per la ricostruzione – non sono il problema, ma la capacità di mettere in piedi progetti capaci di sfruttare al meglio i finanziamenti, come nel caso dell’ateneo maceratese. La ricostruzione sta aprendo prospettive significative per la città, come i i lavori avviati dall’ateneo, quelli di altri enti come il sottopasso di via Roma, quelli per l’ex tribunale, riteniamo di chiudere in tempi ragionevoli l’intervento alla Prefettura mentre stanno procedendo per il meglio i lavori al Provveditorato".

I soldi non sono un problema, come ha detto Castelli, e questa frase sarà stata musica per le orecchie del rettore a caccia di finanziamenti. "L’augurio è che presto possano partire i lavori all’ex sede della Banca d’Italia dove vorremmo mettere lo sportello unico per gli studenti, ora i quattro sono dislocati nella città, riservare cinquanta posti per uno studentato e infine di avere una sede centrale per i tanti uffici sparpagliati per la città. Ne parlerò con Castelli e poi percorreremo anche altre strade per trovare le risorse necessarie". Con l’ex sede della Banca d’Italia rimessa a nuovo ne trarranno vantaggio corso Matteotti e la città. Ecco un altro aspetto su cui ha insistito il rettore: gli interventi dell’università possono fungere da traino anche per gli altri.

"Ci sono tanti lavori da fare nell’ex sede della Banca d’Italia, un edificio di quasi 9.000 metri quadrati, e percorreremo tutte le strade per trovarli così come abbiamo fatto per altri interventi, ma siam anche fiduciosi che Castelli possa darci una mano. Non possiamo fermarci perché è inutile tenere chiusa l’ex sede di Banca Italia dopo averla acquistata, occorre investire perché solo in questo modo possiamo portare vita in una zona che dovrebbe svegliarsi". Ma il discorso può essere applicato anche in corso Cavour dove c’è palazzo Ugolini. "Mi auguro – dice il rettore – che questi interventi possano essere da stimolo per dare nuova vita a quella zona". L’ateneo continua a sposare la politica di restare nel centro storico. "È la nostra scelta, cerchiamo di sostenere il cuore della città". Da questa operazione ne esce migliorato il patrimonio immobiliare cittadino. "Abbiamo preso in affitto degli spazi – spiega Domenico Panetta, direttore generale dell’università – che abbiamo rinnovato per ospitare quegli uffici dove saranno effettuati i lavori". Si profila un periodo di intenso lavoro per l’ufficio progettazione e direzione lavori dell’ateneo di cui l’architetto Cristian Rocchi è il responsabile; nella struttura ci sono l’ingegnere Sole Sollina, l’architetta Antonella Verrecchia, il geometra. Francesco Formentini e l’ingegnere Marco Rubini. "Palazzo Ugolini – chiarisce Francesco Ascenzi, dirigente dell’area tecnica dell’università – è un edificio del Valadier, vi sono opere pittoriche, servirà quindi anche un lavoro certosino di restauro degli elementi architettonici che abbelliscono il palazzo. Per questi edifici oggetto di restauro è l’inizio di una nuova storia".