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24 mag 2022

"Preoccupa lo stato di salute del pianeta"

La ricercatrice Silvia Illuminati fa ricerche scientifiche in Antartide: ultimamente la temperatura si è alzata e ciò crea problemi

24 mag 2022
Silvia Illuminati in Antartide dove effettua ricerche nella base scientifica italiana «Mario Zucchelli»
Silvia Illuminati in Antartide dove effettua ricerche nella base scientifica italiana «Mario Zucchelli»
Silvia Illuminati in Antartide dove effettua ricerche nella base scientifica italiana «Mario Zucchelli»
Silvia Illuminati in Antartide dove effettua ricerche nella base scientifica italiana «Mario Zucchelli»
Silvia Illuminati in Antartide dove effettua ricerche nella base scientifica italiana «Mario Zucchelli»
Silvia Illuminati in Antartide dove effettua ricerche nella base scientifica italiana «Mario Zucchelli»

La ricercatrice scientifica con l’esperienza di Silvia Illuminati trasforma la conversazione in una chiacchierata perché spiega con semplicità questioni in realtà complesse.

Lei va in Antartide per verificare se nell’aria sono presenti particelle che, bruciando ad esempio in Italia, arrivano fino in quel territorio, dove potrebbero creare gravi danni. Inoltre, la missione in Antartide è finalizzata anche a verificare se sono stati attuati piani per ridurre l’inquinamento e se funzionano. Lei definisce la stazione scientifica italiana "Mario Zucchelli" un laboratorio a cielo aperto, dove si sta in tranquillità almeno per la maggior parte del tempo; non ci sono rumori, ma esistono solo il cinguettio di uccelli e il tonfo provocato dai pezzi di ghiaccio che si staccano dalla costa.

Di solito Silvia compie il viaggio in aereo, generalmente il tempo impiegato per arrivare alla destinazione finale è di circa cinque-otto ore, sempre in aereo. Una volta però ha affrontato per 12 ore il viaggio in nave e garantisce che non è stato affatto comodo; anzi, è stato a dir poco avventuroso e travagliato tra onde gigantesche e venti fortissimi. In Antartide ogni ricercatore può stare da un minimo di un mese e mezzo fino a un massimo di tre mesi e mezzo; lei, in particolare, dal 2017 al 2020 ha compiuto nove spedizioni ed è rimasta più tempo possibile per portare avanti le ricerche. A lei è sempre piaciuto il clima dell’Antartide. Già dai tempi dell’Università era appassionata all’ecologia e alla biologia marina, ma non era mai entrata nell’ottica di fare un viaggio in quel continente, fino a quando un suo professore non le chiese se volesse andare a studiare lì: lei accettò e così è iniziata la carriera. Un aspetto che mi ha colpito molto è aver scoperto la fauna del territorio antartico. Infatti, nessun animale rimane per tutto l’anno in questo zona, tranne il moscerino frutta, che vive nelle spaccature delle rocce e per questo riesce a sopravvivere. Poi ci sono molti altri animali che migrano, come ad esempio pinguini, orche, balene. Esistono, inoltre, altri tipi di specie, come dei pesci "strani", gli Icefish. Ogni animale con ossa ha sangue con emoglobina, che si lega con l’ossigeno e fa apparire il sangue rosso, ma il pesce ghiacciato elimina l’emoglobina per evitare il congelamento del sangue, che appare, quindi, trasparente e meno denso. Stando in Antartide, Silvia ha notato cambiamenti e segni del surriscaldamento globale: qualche anno fa, quando andava, trovava sempre temperature fino a -20° o -25°, mentre di recente la temperatura si è alzata a -10°, -15°. Dieci gradi di differenza, anche se possono sembrare pochi, sono tantissimi; infatti potrebbero compromettere seriamente il clima nei prossimi anni. Nonostante Silvia abbia effettuato diversi campi estivi di ricerca in Antartide, rimane sempre vivo il desiderio di ripartire e farsi rapire ancora dallo sconfinato deserto bianco, che serba nel suo ventre il passato e il futuro della Terra.

Annalisa Braconi lll C

© Riproduzione riservata

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