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30 giu 2022
30 giu 2022

Presunte molestie ai danni di una ragazzina 14enne

Secondo l’accusa, un pakistano le avrebbe sfiorato il sedere e mostrato un video pornografico

30 giu 2022
I genitori della giovane si sono rivolti ai carabinieri per avviare l’indagine
I genitori della giovane si sono rivolti ai carabinieri per avviare l’indagine
I genitori della giovane si sono rivolti ai carabinieri per avviare l’indagine
I genitori della giovane si sono rivolti ai carabinieri per avviare l’indagine
I genitori della giovane si sono rivolti ai carabinieri per avviare l’indagine
I genitori della giovane si sono rivolti ai carabinieri per avviare l’indagine

Una ragazzina di 14 anni avrebbe subito le molestie del "kebabbaro", da cui era andata per prendere un panino. Ora lui, pakistano di 35 anni, è sotto processo per violenza sessuale. Il fatto – ancora tutto da chiarire – sarebbe avvenuto l’8 settembre del 2018 in un negozio di kebab di un viale cittadino frequentato dai ragazzi non solo di Recanati. Secondo l’accusa il pakistano prima si sarebbe avvicinato alla ragazzina sfiorandole il sedere, poi le avrebbe mostrato dal suo cellulare un filmato pornografico, infine le avrebbe accarezzato la mano chiedendole di baciarlo. A quel punto lei avrebbe capito che la situazione stava diventando difficile e sarebbe scappata via di corsa. Appena tornata a casa, decisamente turbata dall’esperienza appena vissuta, avrebbe raccontato tutto ai genitori, che subito avrebbero deciso di rivolgersi ai carabinieri per presentare una denuncia. I militari avevano fatto partire le indagini, per capire chi fosse in servizio nel negozio quella sera e individuare e sentire eventuali testimoni, così da poter ricostruire quanto avvenuto nel locale. E alla fine il pakistano è stato accusato di violenza sessuale. Ieri per lui si è tenuta l’udienza preliminare, in tribunale a Macerata. Il pubblico ministero Stefania Ciccioli ha chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato, mentre l’avvocato Ombretta Mariani ha tentato di ridimensionare l’episodio.

Alla fine però il giudice Claudio Bonifazi ha ritenuto necessario ricostruire in aula la vicenda, e il pakistano è stato dunque rinviato a giudizio: la prima udienza si terrà il 5 dicembre prossimo. Il fascicolo era già arrivato all’udienza preliminare, ma gli atti erano stati rinviati alla procura perché era emerso che non erano stati tradotti nella lingua dell’imputato. Dopo aver ripetuto le notifiche nella sua lingua, la vicenda è stata riesaminata ieri ed ora passerà al vaglio del collegio. I genitori della ragazzina, assistiti dall’avvocato Piergiorgio Moretti, potranno chiedere di costituirsi parti civili per lei nel corso del giudizio, per seguirne lo svolgimento e anche per un eventuale risarcimento, in caso di condanna dell’imputato.

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