Profughi all'ufficio immigrazione della questura di Macerata (Calavita)
Profughi all'ufficio immigrazione della questura di Macerata (Calavita)

Macerata, 19 maggio 2019 - Posti per i profughi più che dimezzati in provincia. Dal primo luglio e per i due anni successivi potranno essere ospitati fino a 400 richiedenti asilo, in strutture private (160) e centri collettivi (240), a fronte dei 1.098 (aggiudicati 808) posti previsti nel vecchio accordo quadro per l’accoglienza. Il fabbisogno (presunto) di posti in provincia è calcolato nei bandi di gara per l’affidamento dei servizi di gestione dei centri di prima accoglienza di extracomunitari richiedenti protezione internazionale.

I bandi sono stati emanati il 22 marzo dalla prefettura di Macerata sulla base delle nuove disposizioni per la gestione dell’accoglienza stabilite nel decreto del ministero dell’Interno del 20 novembre dell’anno scorso. Secondo le specifiche del bando, le strutture di accoglienza – messe a disposizione da imprese, cooperative, organizzazioni di volontariato o associazioni no profit – saranno costituite da centri collettivi e da singole unità abitative, fino a un massimo di cinquanta posti complessivi, che consentono l’autonoma gestione dei servizi di preparazione dei pasti, lavanderia, pulizia e igiene ambientale da parte dei migranti. L’importo complessivo dei due bandi per l’accoglienza dei migranti è pari a 7.106.240 euro per i prossimi due anni: 4.616.064 euro per i centri collettivi e 2.490.176 per gli appartamenti.

Quanto al primo, 4.029.600 euro sono previsti per la gestione dei centri di accoglienza (spesa di 23 euro al giorno per migrante), 143.664 per la fornitura di kit di primo ingresso (vestiario) e 1.107.000 per la fornitura di pocket money e tessere telefoniche. Nel secondo bando, invece, la prefettura calcola di spendere 2.102.400 euro per il servizio di gestione dei centri (18 euro al giorno per migrante), 95.776 per i kit di primo ingresso e 292mila per pocket money e tessere telefoniche. Ai bandi sono state ammesse imprese, cooperative, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, associazioni no profit e di promozione sociale. Il costo medio dell’accoglienza è calcolato in 21,35 euro al giorno per migrante e comprende spese per personale (7,40 euro), servizio di trasporto (0,60), derrate (5), fornitura di beni monouso (0,40), utensili (0,06), attrezzi e prodotti per le pulizie delle stoviglie e il lavaggio degli indumenti (0,11), costo delle strutture, affitto e utenze (3,93), kit di primo ingresso, schede telefoniche e pocket money. Nei capitolati d’appalto allegati ai bandi sono specificati nel dettaglio servizi da fornire e relativi costi, ad esempio la fornitura di derrate alimentari, che dovranno essere sufficienti alla preparazione di tre pasti giornalieri: prima colazione, pranzo e cena. Dunque una bevanda calda (200 cc a scelta tra latte, caffè e tè), quattro fette biscottate, un panetto di burro e due confezioni di marmellata o miele per colazione; un primo piatto (80 grammi di pasta o 100 grammi di riso o legumi, oppure 100 o 150 grammi di cous cous a seconda del condimento), un secondo piatto (150 grammi di carne rossa o 200 di carne bianca, oppure 200 grammi di pesce o 100 di formaggio o due uova), contorno, frutta e due panini per il pranzo e la cena. E poi le forniture mensili di posate e tovaglioli, utensili da cucina e prodotti per la pulizia. Il servizio di assistenza sanitaria sarà garantito da un medico per una media di 4 ore all’anno per ciascun migrante, per un monte orario complessivo di 200 ore all’anno, a chiamata.

Per l'igiene personale è prevista la fornitura mensile a ciascun migrante di sapone liquido (500 ml), dentifricio (100 ml), confezioni di assorbenti (20 pezzi), 6 rotoli di carta igienica, rasoi e schiuma da barba (100 ml). Ogni due mesi sarà distribuito lo shampoo (250 ml) e ogni tre uno spazzolino, una volta all’anno un pettine o spazzola. Il vestiario per gli adulti comprende un paio di scarpe da ginnastica, un paio di ciabatte, due paia di pantaloni o gonne, due di magliette intime e camicie o t-shirt, un maglione, un giubbotto invernale, due pigiami, quattro slip di cotone, tre set di asciugamani e quattro paia di calze o collant per le donne. La scheda telefonica da 5 euro sarà fornita una sola volta, mentre il pocket money vale 2 euro e 50 al giorno, fino a un massimo di 7 euro e 50 per famiglia.