Turisti in centro a Macerata (Calavita)
Turisti in centro a Macerata (Calavita)

Macerata, 20 novembre 2018 - In provincia di Macerata la qualità della vita è buona, giudizio che la colloca tra le prime 25 in Italia (su 110). Addirittura migliora, visto che nella classifica generale quest’anno balza al 19° posto (l’anno scorso era al 40°), anche se dietro alle province di Ancona (al 12° posto) e Ascoli (al 16° posto). Questo almeno è quanto emerge dall’indagine annuale realizzata da «Italia Oggi» in collaborazione con La Sapienza di Roma e Cattolica Assicurazioni.

La statistica, però, come sempre, lavora sulla media (nove i «settori» analizzati, 21 «sottodimensioni» e 84 indicatori) che, in quanto tale, mette insieme progressi e arretramenti. Analizzando i diversi settori, infatti, si ha un quadro più reale della situazione. A spingerci in alto nella classifica, infatti, è soprattutto l’ambiente: siamo al 13° posto, insieme ad altre 17 province. Il disagio sociale è contenuto, tanto che ci collochiamo al 17° posto: si muore meno per tumore, crolla il numero dei suicidi, come pure quello del tasso di disoccupazione giovanile. Bene anche il tempo libero, 21° posto. Le altre «voci» risultano decisamente più problematiche. Partiamo da uno dei temi più sensibili, quello della criminalità. Ebbene la provincia passa dal 61° al 49° posto, guadagnando dodici posizioni. In questo calo complessivo dei reati, però, si segnala un peggioramento sul fronte di quelli connessi al traffico di droga che vede la nostra provincia al 107° posto, una delle quattro peggiori d’Italia.

Nello stesso tempo si registra un aumento degli omicidi volontari (siamo passati dal 1° posto al 31°), aumentano i furti in appartamento e le rapine in banca e uffici postali. Crolla il numero delle estorsioni, delle frodi informatiche, dei reati connessi allo sfruttamento della prostituzione. Per quanto riguarda gli affari e il lavoro perdiamo due posizioni, mentre il livello dei servizi finanziari risulta accettabile, come quello delle altre province marchigiane, fatta eccezione per Ancona in cui invece la qualità è buona. Un fatto da non trascurare, che mette in evidenza, tra l’altro, come determinati servizi possano essere garantiti solo dall’ospedale regionale di Torrette. Alla voce «popolazione» c’è il vero e proprio tracollo, con uno scivolone dal 55° posto del 2017 al 75° di quest’anno.