Quei viaggi di ritorno con l’auto piena di droga

Primi interrogatori dal gip e in carcere degli arrestati per il vasto traffico internazionale di stupefacenti

Quei viaggi di ritorno con l’auto piena di droga

Quei viaggi di ritorno con l’auto piena di droga

Primi interrogatori per la banda accusata di aver messo in piedi un traffico di cocaina milionario. Ieri il gip Carlo Masini ha sentito in tribunale Arjan Ndoka, residente a Porto Recanati, e Sokol Sallaku di Chiaravalle. Sono stati invece interrogati in video conferenza dal carcere di Montacuto Etmond Kevani e Kleon Mema, residenti entrambi a Porto Sant’Elpidio. Tutti e quattro, difesi dagli avvocati Vando Scheggia, Emanuele Senesi, Maurizo Cacaci e Francesca Petruzzo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice. Per ora restano tutti in carcere. Alcuni sono peraltro nomi già noti alle cronache. Ndoka era stato arrestato con un chilo di cocaina in auto in pieno lockdown, ad aprile del 2020, e per quel fatto è stato condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Sallaku invece nel 2016 era stato coinvolto nell’operazione Damasco, una maxi inchiesta che aveva scoperto un traffico di cocaina dal nord Europa verso Pesaro e Ancona, nella quale erano coinvolte 15 persone, residenti nelle Marche e originarie di Campania, Sicilia e Puglia: un’associazione a delinquere che sarebbe stata collegata alla criminalità organizzata. Anche in questo caso, la droga sarebbe arrivata da Olanda e Belgio ad Ancona, Macerata, Fermo, Pesaro e Frosinone. Si parla di 700 chili tra cocaina e hashish per un valore di 35 milioni di euro. Secondo l’accusa, due fratelli residenti a Sant’Elpidio avrebbero organizzato l’attività, sfruttando una coppia residente a Civitanova: questi avrebbero preso una casa ad Acquisgrana, in Germania, e da lì avrebbero viaggiato portando la droga nelle auto a doppio fondo. Agli indagati sono stati sequestrati dal Gico della Guardia di finanza una villa, tre appartamenti, 13 auto, orologi Rolex e Cartier e contanti. Nei prossimi giorni proseguiranno gli interrogatori degli arrestati, alcuni dei quali fermati in Belgio e Albania.

p. p.