CHIARA GABRIELLI
Cronaca

Rampa Zara, Iommi vuole dimettersi. Castiglioni: "Ricatto inaccettabile"

Piano per il parcheggio, il coordinatore FdI: "Difficilmente realizzabile per i costi, non ci siamo mai mostrati favorevoli"

Rampa Zara, Iommi vuole dimettersi. Castiglioni: "Ricatto inaccettabile"
Rampa Zara, Iommi vuole dimettersi. Castiglioni: "Ricatto inaccettabile"

L’assessore all’urbanistica Silvano Iommi verso le dimissioni se non passerà il parcheggio in struttura a Rampa Zara, un progetto da 300 posti auto e 20 milioni di euro con tre attracchi meccanizzati: un modo per trasformare interamente il centro storico in isola pedonale. Fratelli d’Italia chiarisce: "Mai stati favorevoli a questo progetto così come formulato da Iommi". E il sindaco Sandro Parcaroli ha dichiarato che "per quel piano servono tanti soldi, se Silvano li ha lo facesse lui". La scorsa settimana Iommi ha presentato via mail le dimissioni, per ora respinte. Tutto in stand by fino al 16 ottobre, data del prossimo Consiglio: se la variante al piano non sarà approvata, allora Iommi vorrà formalizzare le dimissioni, in un crescendo di tensioni di certo non nuove all’interno della maggioranza. La questione del parcheggio a Rampa Zara scuote la politica almeno dal 1985 (con l’architetto Luigi Cristini).

Pierfrancesco Castiglioni, coordinatore cittadino e capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio, qual è la vostra posizione?

"Dai tempi della giunta Menghi, 25 anni fa, c’era la volontà della destra di realizzare un parcheggio a raso a Rampa Zara. I parcheggi voluti dalla sinistra, come quelli dell’incompiuta Longarini, non erano e non sono funzionali al centro. Ne serviva e ne serve uno interamente a servizio del centro. Ma quello pensato da noi sarebbe stato a raso, quindi realizzabile con una spesa limitata. Fu fatto un concorso di idee da cui uscirono molti progetti, che oggi potrebbero essere ripresi in mano. Proprio perché crediamo che il parcheggio lì sia necessario, non possiamo approvare una variante come quella di Iommi: non è realizzabile a quella cifra e, anche se lo fosse, sarebbe difficile spiegare e far accettare ai cittadini una spesa che equivale quasi a mezzo ospedale nuovo, tutto questo per un parcheggio. Si parla di 20 milioni, ma abbiamo stimato che come pensato da Iommi il parcheggio verrebbe a costare circa il doppio".

Qual era la vostra idea?

"Pensavamo di realizzare un’area a Fonte Maggiore (un po’ più a valle rispetto all’area individuata da Iommi) attracco fino a raggiungere l’ascensore che poi porta in via Armaroli".

Lei, Castiglioni, con la consigliera Romina Leombruni è andato in Provincia a parlare con Parcaroli di Iommi.

"In realtà siamo andati lì per discutere alcuni punti del bilancio con l’assessore Piccioni, poi siamo andati dal sindaco sempre per il bilancio e a margine è venuto fuori il discorso Iommi, ma non siamo andati lì per quelllo".

Perché allora non avete manifestato subito il vostro parere contrario al progetto Iommi?

"In realtà l’abbiamo fatto, e fin dall’inizio, da quando il piano è stato presentato in sala Cesanelli allo Sferisterio: già allora abbiamo evidenziato forti perplessità. E in un’altra riunione di maggioranza FdI e Lega si erano espressi in modo contrario. Ma non abbiamo detto a Iommi di buttarlo via e usare il nostro, ma solo di aprirsi e proporre anche alternative. Se, invece, si impone solo un modello, diventa un ricatto inaccettabile. Il progetto ha trovato sempre resistenza sia da parte nostra che da parte della Lega. Quindi non si può dire che quello che accade oggi sia una sorpresa. Certo è che così com’è, con la stesura originaria, quella delibera non passerebbe di certo in Consiglio, non avrebbe la maggioranza e quindi rischierebbe di mettere in crisi l’amministrazione".

Cosa pensa delle dimissioni dell’assessore?

"Se c’è un assessore che non tiene conto del parere della maggioranza, io non ne chiederò mai le dimissioni. Ma se c’è una rottura tra il sindaco e l’assessore stesso, allora sarà Parcaroli a valutare il da farsi".

Che succederebbe se il sindaco decidesse di revocare la delega accettando le dimissioni di Iommi?

"L’importante è che chi sia individuato per la sostituzione abbia competenze paragonabili a quelle di Iommi, poco interessando l’appartenenza. Certo, se fosse di Fratelli d’Italia...non ci dispiacerebbe. Ma non è su questo che può vertere la problematica".

Il 16 ottobre, se la protesta dell’assessore non rientrerà e si arriverà alle dimissioni, sarà corretto parlare di crisi?

"No. Gli assessori devono rifarsi a ciò che la politica decide. Se la politica è unita su una certa idea, non può essere considerato motivo di crisi la scelta del singolo assessore".